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Colosseo, Coldiretti: arriva l’olio degli antichi romani

© Sputnik . Sergey Mamontov / Vai alla galleria fotograficaColosseo, Roma
Colosseo, Roma - Sputnik Italia, 1920, 28.05.2021
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Ottenuto dalle olive del Parco Archeologico del Colosseo, dove si trova un’oasi di 189 piante nata da un progetto della Coldiretti con Unaprol.
Arriva l'olio degli antichi romani, con il via libera alla prima denominazione “Olio di Roma”. Lo ha annunciato oggi la Coldiretti, sottolineando che è tornata la coltivazione degli ulivi al Colosseo per la produzione di olio identificata da un’apposita etichetta, “Palatinum”, ispirata a un antichissimo disegno di un pavimento a mosaico della Casa dei Grifi sul Palatino.
Si tratta di un'oasi di 189 piante di ulivo nel Parco archeologico del Colosseo, al Colle Palatino, dove sono presenti ulivi di diversa epoca. La Coldiretti ricorda che la civiltà romana fu quella che più d’ogni altra contribuì alla diffusione dell’olivo e al perfezionamento delle relative tecniche di coltivazione e di estrazione. I Romani conoscevano talmente bene l’olio d’oliva da mettere a punto tecniche e strumenti rimasti quasi invariati fino al XIX secolo e, per primi, classificarono gli oli in base alle loro caratteristiche organolettiche.
In collaborazione con Unaprol è stata così avviato al Parco archeologico del Colosseo il progetto di cura degli alberi e della raccolta delle olive in quella che è la prima iniziativa del 2021 che unisce cultura ed enogastronomia per la ripartenza del turismo e la riapertura delle frontiere, grazie al green pass vaccinale. Sono 7,5 milioni i turisti pronti a tornare con la ripartenza post Covid al Colosseo.

“L’Italia è leader mondiale nel turismo enogastronomico che vale oltre 5 miliardi con più della metà (55%) degli italiani che ha il cibo come principale motivazione di viaggio , quasi il triplo rispetto a cinque anni fa”, ha spiegato il vice presidente nazionale di Coldiretti, David Granieri.

L’iniziativa per valorizzare il legame storico tra la produzione di olio e gli antichi romani avviene dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del via libera a livello nazionale alla protezione transitoria alla denominazione Olio di Roma, per la quale è stata richiesta la registrazione alla Commissione europea come indicazione geografica protetta.
La Coldiretti ha anche rimarcato come il via libera alla prima denominazione “Olio di Roma” rafforza il primato mondiale del Made in Italy nella produzione di extravergine di qualità. Un primato dovuto al maggior numero di denominazioni riconosciute in Europa, 43 Dop e 4 Igp, e a un tesoro di biodiversità che può contare su 533 varietà di olive, contro le appena 70 degli spagnoli.
La denominazione Olio di Roma Igp riguarderà 316 comuni del Lazio:
107 nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale;
27 in provincia di Latina;
35 in provincia di Rieti;
60 in provincia di Viterbo;
87 in provincia di Frosinone.
Si stima una produzione totale di circa 75.000 tonnellate di olive e 10.550 tonnellate di olio ogni anno, per un valore economico complessivo di quasi 52 milioni di euro.
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