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Vaccino AstraZeneca, Aifa: incertezze su sicurezza somministrazione agli under 60

© AP Photo / Thomas CoexIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
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Un documento di approfondimento presentato da Aifa e elaborato dal Gruppo di lavoro Emostasi e Trombosi mostra la presenza di incertezze sulla somministrazione del vaccino di AstraZeneca alle persone di età inferiore ai 60 anni. Rimane però sicura la somministrazione della seconda dose.
In seguito alle segnalazioni di eventi trombotici in sedi atipiche in soggetti che hanno ricevuto i vaccini anti-Covid di AstraZeneca e Johnson & Johnson, Aifa ha nominato un Gruppo di esperti in patologie della coagulazione a supporto del Cts.
Il documento presentato da questi esperti e strutturato in domande e risposte mostra le loro conclusioni in materia di plausibilità biologica degli eventi e creazione di eventuali strategie per la minimizzazione del rischio.
"I casi di Vaccine-induced Immune Thrombotic Thrombocytopenia (VITT) riportati dopo la prima dose hanno riguardato pochi soggetti per milione di vaccinati, prevalentemente di sesso femminile e concentrati nella fascia di età fra 25 e 60 anni. [...] Pertanto la sicurezza della somministrazione di Vaxzevria nei soggetti di età inferiore a 60 anni rimane un tema ancora aperto, e sul quale vi sono margini di incertezza" si legge nel documento pubblicato.

Necessario effettuare seconda dose nei soggetti che hanno già ricevuto la prima

Nonostante le incertezze su future somministrazioni alla popolazione di età inferiore ai 60 anni, Aifa e gli esperti tengono a precisare la sicurezza e necessità di effettuare la seconda dose di vaccino per poter ottenere la completa immunizzazione contro il virus.
"Nonostante queste incertezze, il Gruppo di Lavoro Emostasi e Trombosi ritiene che il completamento della schedula vaccinale rappresenti la strategia di contrasto alla diffusione del virus SARS-Cov-2 che garantisce il migliore livello di protezione" si sottolinea nel documento.

Sconsigliato l'uso preventivo di farmaci antitrombotici

Il gruppo di esperti ha tenuto inoltre a precisare che è fortemente sconsigliato assumere in modo preventivo farmaci antitrombotici per evitare le reazioni avverse legate a queste trombosi. Sono esclusi i cittadini che già assumono i suddetti farmaci per patologie non connesse al vaccino.
"A fronte di un rischio di eventi avversi gravi, come un’emorragia maggiore, ben quantificabile e rilevante, e di un beneficio non dimostrato in termini di riduzione del rischio tromboembolico, comunque assai basso, la prescrizione a scopo preventivo di farmaci antitrombotici nei soggetti sottoposti a vaccinazione è fortemente sconsigliato" affermano nel documento.
Nella giornata di oggi un gruppo di ricercatori dell'Università Goethe di Francoforte ha affermato di aver identificato la causa dei rari ma gravi casi di coaguli di sangue in pazienti vaccinati contro il coronavirus con i prodotti AstraZeneca e Johnson & Johnson.
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