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Tragedia Stresa-Mottarone, dipendente funivia confessa: freno di emergenza bloccato da un mese

© AFP 2021 / Vigili del FuocoPiemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone
Piemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
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Uno dei tre fermati per la tragedia della funivia Stresa-Mottarone ha confessato che la mancata rimozione delle ganasce che bloccavano i freni di emergenza era stata premeditata.
Gabriele Tadini, dipendente delle Ferrovie del Mottarone, è stato il primo dei fermati per la tragedia avvenuta lo scorso 23 maggio a confessare le proprie responsabilità sull'accaduto.
Per la Procura di Verbania, diretta dal procuratore Olimpia Bossi, quella del Tadini sarebbe stata una scelta "consapevole e concordata" con il proprietario della struttura Luigi Nerini e con Enrico Perocchio, consulente esterno per la funivia e dipendente della Leitner che nell'impianto di Stresa ha in carico la manutenzione straordinaria e ordinaria.
Come già emerso nelle scorse ore, infatti, i tre avrebbero omesso di rimuovere il forchettone sul freno di emergenza, così da prevenire le anomalie da cui la cabinovia era affetta ed evitare l'interruzione di un servizio che, solo nell'ultima mese, aveva fruttato ben 140.000 euro.
Le oltre 4 ore di deposizione del dipendente delle Ferrovie del Mottarone hanno evidenziato come nel corso dell'ultimo mese erano stati effettuati almeno due interventi tecnici sulla cabinovia per risolvere problemi che essa aveva da un mese o mese e mezzo:
"L preoccupazione era il blocco della funivia. Stavamo studiando quale poteva essere la soluzione per risolvere il problema. (...) quella cabina aveva problemi da un mese o un mese e mezzo".

I capi di accusa

Per questi motivi, su Tadini, Nerini e Perocchio pende l'accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni plurime oltre che di omissione dolosa.
Sul registro degli indagati, però, potrebbero finire anche altri nomi, con gli inquirenti che accerteranno se e chi fosse ancora al corrente della precaria situazione relativa alla cabinovia di Stresa.

La difesa degli indiziati

E mentre Tadini ha già parlato, gli altri due imputati, Luigi Nerini ed Enrico Perocchio hanno scelto approcci totalmente opposti. Se il primo si è chiuso nel silenzio, il legale del Perocchio, a nome del proprio assistito, ha negato categoricamente che possa essere stata omessa la rimozione della ganascia che impedisce la corretta frenata di emergenza.
"Nessun operatore di impianti a fune, ha ribadito il mio cliente, sarebbe così pazzo di montare su una cabina con le pinze inserite, ha riferito l'avvocato all'agenzia di stampa Ansa.
Piemonte, precipita cabina della funivia Stresa-Mottarone - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
Disastro funivia Stresa-Mottarone, gli ultimi sviluppi

La tragedia di Stresa

Domenica scorsa, 23 maggio, si è verificato un improvviso cedimento della funivia Stresa-Mottarone.
Nell'incidente sono deceduti 14 dei 15 passeggeri, dopo il cedimento del cavo di sostegno ad appena 100 metri dall'ultimo pilone, in uno dei tratti più elevati della funivia: tredici persone sono morte sul colpo, mentre due bambini sono stati ricoverati in gravi condizioni. Uno dei due, di appena 9 anni, è morto in ospedale in seguito alle ferite riportate.
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