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Sabaudia, braccianti indiani drogati per lavorare di più: arrestato un medico

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Lavoro nei campi - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
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Indagati anche una farmacista e un avvocato nell’ambito dell’operazione “No Pain” condotta dai Nas di Latina. “Vicenda agghiacciante, che lascia senza fiato”, ha commentato l’ex ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.
Braccianti drogati per non sentire la fatica e sostenere “gravosi turni di lavoro”. E’ quanto è emerso dall’indagine avviata nell’aprile del 2020 dai Carabinieri del Nas di Latina che ha portato all’arresto di un medico di Sabaudia, accusato di aver prescritto farmaci a base di ossicodone, un oppiaceo con effetti simili alla morfina, a 222 persone di nazionalità indiana.
I carabinieri hanno anche sospeso dai rispettivi pubblici servizi, per un anno, oltre al medico, un farmacista e un avvocato e hanno emesso il divieto di dimora nella provincia di Latina nei confronti di una cittadina di nazionalità marocchina. Tutti e quattro sono indagati a vario titolo di illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, frode processuale, falso e truffa ai danni dello Stato.
Per gli inquirenti, il medico arrestato avrebbe redatto circa mille ricette per oltre 1.500 confezioni del farmaco stupefacente. Nell'Agro Pontino sono circa 30.000 gli indiani presenti, la maggior parte dei quali impegnati nel settore agricolo.
“Una vicenda agghiacciante, che lascia senza fiato. Drogare dei lavoratori con l'obiettivo di sfruttarli più a lungo e accrescere così i margini di guadagno è disumano”, ha commentato oggi l’ex ministra all’Agricoltura, Teresa Bellanova.
La Regione Lazio si mobilita
Alla Regione Lazio, l’assessore per la Sanità, Alessio D’Amato, ha annunciato l’avvio della procedura di licenziamento e deferimento all’Ordine dei Medici del medico, mentre l’Assessore al Lavoro, nuovi diritti, scuola e formazione, Claudio Di Bernardino, ha convocato per domani un tavolo per il lavoro agricolo di qualità.

“Come assessorato al Lavoro e nuovi diritti nell’ambito delle iniziative già messe in campo per il contrasto al caporalato e per la promozione del lavoro di qualità in agricoltura, abbiamo deciso di convocare per la prima volta le sezioni territoriali della Rete per un lavoro agricolo di qualità”.

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