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“Non è mio”: uomo trovato con cadavere accoltellato nel bagagliaio dell’auto si dichiara innocente

© Fotolia / jinga80Manette
Manette - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
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Un uomo di origini balcaniche è stato arrestato dopo essere stato trovato al posto di guida di una Mercedes nel parcheggio di un ristorante a Londra il 19 dicembre 2019 con un cadavere accoltellato, un uomo di origine albanese, nel bagagliaio. Interessante la ricostruzione dell’accaduto fatta dal sospetto durante il processo.
Nel corso delle udienze all'Old Bailey, il tribunale centrale penale di Londra, sul caso del duplice omicidio del 19 dicembre di due uomini di origini balcanica, stanno emergendo particolari ‘curiosi’ su quanto sarebbe accaduto quella notte.
Uno dei due principali imputati, un altro è l’uomo che doveva 15mila sterline a una delle vittime, ha esposto in aula una ricostruzione quanto mai bizzarra dei fatti.
Alla specifica domanda:
“Si ma che ci faceva al posto di guida su un’auto con un cadavere accoltellato nel portabagagli?” il signor Kiziku Tuwizana, 31 anni, accusato dell'omicidio di Arber Fesko, 30 anni, albanese (il cadavere nel portabagagli) e di Shkelqim Paja, 35 anni, kosovaro trovato il giorno successivo anch’egli accoltellato in un sottobosco a Elstree, nell'Hertfordshire, ha così risposto:
“Non ne ho la minima idea. Sono intervenuto in una rissa, sono stato accoltellato, poi mi sono svegliato in quell’auto. Non so cosa ci facessi e non so come ci sia finito il cadavere”.
Secondo l’imputato lui e due suoi ‘cugini’ sarebbero andati a fare un giro in città quella notte e, casualmente, si sarebbero imbattuti in una rissa dove dei contendenti si prendevano a coltellate. Avrebbero quindi deciso di intervenire.
“Ma perché intervenire in una rissa a coltellate?”, è stata la domanda del pubblico ministero.
“Perché no”, la risposta del signor Tuwizana che ha continuato spiegando che poi avrebbe avuto la peggio durante la disputa, avrebbe ricevuto prima una coltellata ad un braccio, poi un colpo alla testa per infine perdere i sensi.
Si sarebbe poi risvegliato in quell’auto dove è stato trovato dalla polizia. La sua teoria sarebbe quindi che a spasso con i ‘cugini’ si sarebbe imbattuto in una rissa all’ultimo sangue, non avendo di meglio da fare vi avrebbe partecipato, ne avrebbe avuto la peggio e poi lo avrebbero caricato in una macchina con un cadavere nel bagagliaio per scaricare su di lui la colpa di quell’omicidio.

La versione del pubblico ministero

La ricostruzione del pubblico ministero Jane Bickerstaff QC punta invece a sostenere che il signor Besnik Berisha, 42 anni, coimputato, dovesse 15mila sterline al signor Shkelqim Paja, come testimoniato dalla moglie della vittima, la quale sostiene che il marito quella notte avrebbe dovuto incontrare il suo debitore confidando di recuperare finalmente il credito.
Invece dei soldi Berisha avrebbe mandato un gruppo di amici connazionali della sua banda. Tra questi appunto Tuwizana che, tra le altre cose, non ha saputo spiegare chi fossero i famosi “cugini” né dove siano spariti, né è riuscito a fornire un’ipotesi su come mai il suo sangue nell’auto fosse stato rinvenuto solo nella postazione di guida, considerato che, secondo il suo racconto, lo avrebbero caricato su quell’auto in stato di incoscienza. Ancora meno convincente, secondo il pubblico ministero, sarebbe stata la storia del “e io che c’entro?” riguardo al cadavere nel bagagliaio.
Il processo è ancora in corso, chissà quale delle due ricostruzioni alla fine verrà ritenuta più verosimile dalla giuria.
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