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Nati in Australia i primi diavoli della Tasmania dopo 3mila anni

© SputnikAustralia: Il diavolo della Tasmania ritorna alla Patria
Australia: Il diavolo della Tasmania ritorna alla Patria - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
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L'anno scorso 26 diavoli della Tasmania erano stati reintrodotti nel continente dal quale avevano avuto origine ma dal quale poi, circa 3mila anni fa, erano scomparsi. Il tentativo di recupero pare stia avendo successo, tanto che dopo la stagione riproduttiva stanno ora iniziando a nascere i primi nuovi ‘diavoletti’.
Pare si siano sistemati bene nella nuova casa i diavoli della Tasmania importati appunto dalla Tasmania l’anno scorso dalla Aussie Ark, un progetto di conservazione degli animali con sede a Barrington Tops del Nuovo Galles del Sud, Australia.

"Abbiamo lavorato instancabilmente per 10 anni per riportare i diavoli in libertà nell'Australia continentale, nella speranza che possano ricreare una popolazione sostenibile", ha affermato Tim Faulkner, presidente di Aussie Ark. "Ora possiamo confermare che la prima prole è nata - ed è un momento fantastico!", ha detto.

L’associazione stima che già quest’anno dovrebbero nascere circa 20 nuovi esemplari, e altri ne verranno importati ancora dalla Tasmania. Se l’esperimento avrà successo, come al momento tutto lascia supporre, nel lungo periodo l’associazione pensa già a lavorare per altre specie autoctone in via di estinzione, come il wallaby, bettong, cuolla, bandicoot e potoru.

Ancora presto per vedere i ‘diavoletti’ in azione

Ma vedere i nuovi piccoli diavoletti in azione è ancora presto. Questo perché essendo il diavolo della Tasmania un marsupiale, i nuovi nati sono ancora piccolissimi e, soprattutto, nascosti sotto al marsupio agganciati ai capezzoli delle madri.
Dopo una gestazione di appena tre settimane la femmina di questa specie partorisce dalle due alle tre decine di piccoli da 20 grammi circa ciascuno. Questi risalgono il corpo della madre da soli per raggiungere il marsupio dove si attaccano a un capezzolo per iniziare di fatto una seconda gestazione che dura altri 100 giorni circa all’interno del marsupio.
Essendo i capezzoli solo quattro, è chiaro come questa specie vada incontro ad una selezione naturale del più rapido e forte fin dall’inizio.

Perché erano scomparsi dall’Australia

Il diavolo della Tasmania, conosciuto anche come diavolo orsino (nome scientifico Sarcophilus harrisii), è un mammifero marsupiale unico. Pur non essendo più grande di un cagnolino, dopo l’estinzione del tilacino, risulta essere il marsupiale carnivoro più grande rimasto sulla Terra. Deriva il suo nome in parte dall’unica regione del pianeta in cui è ancora presente in natura (la Tasmania), in parte (‘diavolo’) dai versi che è solito emettere durante la notte, che dovettero ricordare ai primi coloni delle urla diaboliche.
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Un tempo viveva e prosperava non solo nell’isola di Tasmania, ma anche in tutta l’intera Australia. L’introduzione di predatori come il dingo, arrivati dal mare insieme all’uomo circa 3.500 anni fa (il dingo infatti è un canide rinselvatichito), portò alla graduale estinzione di questo animale sul continente, per resistere solo nella più piccola isola a sud.
Tuttavia anche in Tasmania questa specie è a rischio. Pur non minacciata dal dingo, che qui non è mai arrivato, soffre di una particolare malattia chiamata ‘tumore facciale del diavolo (in inglese devil facial tumour disease - DFTD). Si tratta di una forma di cancro trasmissibile a origine non virale che colpisce unicamente questa specie.
Si ritiene che il numero di diavoli della Tasmania presenti in natura attualmente sull’isola (25mila esemplari appena), sia il risultato di una riduzione del 90% degli esemplari da quando la malattia ha iniziato a diffondersi tra questa specie a partire dagli anni ’90.
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