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Covid, Carfì (Moderna): “Stiamo studiando un unico vaccino per coronavirus e influenza”

© REUTERS / Mike HutchingsLa somministrazione del vaccino Johnson & Johnson
La somministrazione del vaccino Johnson & Johnson - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
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Andrea Carfì, originario di Vittoria, in Sicilia, approdato a Cambridge, negli Stati Uniti, dove oggi guida la ricerca sulle malattie infettive dell’azienda americana e coordina gli scienziati che hanno messo a punto il vaccino contro il Covid, spiega che i vaccini a Rna non si fermeranno al coronavirus.
In un’intervista a Repubblica, Carfì ha sottolineato come l’efficacia contro il coronavirus abbia spinto a testare la tecnologia Rna su altre malattie, dall’Hiv al virus respiratorio sinciziale che mette in pericolo i neonati, e a breve partiranno i test clinici per il vaccino contro l’influenza.
“Il nostro obiettivo è mettere a punto un unico vaccino contro influenza e coronavirus. Ci sono però i test da completare, le autorizzazioni da ottenere. Metterei in preventivo uno o due anni”.
Per quanto riguarda il vaccino contro il Covid, lo scienziato considera probabile una terza dose, ma con un dosaggio minore rispetto alle prime due, dal momento che la quantità degli anticorpi scende con il passare dei mesi.

La variante indiana non preoccupa

Sulle varianti, Carfì ha riferito di test in corso contro quella individuata in Sudafrica, che fa perdere più efficacia al vaccino, mentre quella indiana al momento non preoccupa al punto da rieditare il vaccino.

"Al momento stiamo testando una nuova versione contro la variante individuata in Sudafrica, quella che fa perdere più efficacia al vaccino attuale"

Prosegue anche la sperimentazione dei vaccini per i ragazzi. A breve Moderna presenterà la richiesta alle agenzie regolatorie in Europa e Stati Uniti per la fascia d’età dai 12 fino ai 18 anni. Carfì ha definito "buona la risposta immunitaria degli adolescenti, come negli adulti", precisando che è stato usato lo stesso dosaggio.

"Per l’età pediatrica invece testeremo dosaggi anche più bassi. Sui bambini si va avanti con cautela, scendendo pian piano di età, fino ai sei mesi”.

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