Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Biden ha spinto l’inflazione ed è pronto ad affondare il dollaro

© REUTERS / Jonathan ErnstJoe Biden
Joe Biden - Sputnik Italia, 1920, 27.05.2021
Seguici su
Con l’arrivo di Joe Biden l’economia statunitense ha ricevuto altri 2.000 miliardi di dollari. Si tratta di un enorme pacchetto di incentivi, prevalentemente di natura sociale.
Tuttavia, questi ristori hanno avuto degli effetti collaterali: infatti, l’afflusso di nuovo denaro ha portato a un aumento dell’inflazione e della disoccupazione, il che a sua volta può generare un ulteriore aumento dei prezzi e un indebolimento della valuta americana.

Soldi a profusione

Durante la pandemia negli USA sono stati immesse nel mercato ingenti quantità di liquidità: le risorse anti-crisi si sono attestate a 9.000 miliardi di dollari. Questo denaro non garantito in alcun modo ha rapidamente tolto le briglie all’inflazione.
Tuttavia, nel mese di marzo il Congresso ha approvato l’American Rescue Plan, proposto dal presidente Biden, per un valore di 1.900 miliardi. Il piano è composto essenzialmente da ristori a favore della società: ristori diretti a beneficio dei cittadini, sussidi di disoccupazione fino a settembre, aiuti per l’alloggio, ulteriore finanziamento del programma SNAP per l’acquisto di prodotti alimentari, estensione degli sgravi fiscali, sussidi per l’acquisto di materiale scolastico, incentivi all’imprenditorialità. Circa 20 miliardi sono stati spesi per la campagna vaccinale e altri 50 per i tamponi.
Gli economisti in quel periodo hanno lanciato un segnale d’allarme: le nuove risorse immesse artificialmente nell’economia potrebbero non avere solo effetti positivi. Sarebbe infatti aumentati i prezzi per via dell’eccedenza di denaro non accompagnata da un aumento dei volumi di produzione.

A quale prezzo?

E la previsione degli economisti si è avverata. Ad aprile l’infezione è schizzata al 4,2% annuo, record assoluto dai tempi della crisi finanziaria del 2008. E l’indice di base dei prezzi al consumo, che non include i prodotti volatili come gli alimenti e le risorse energetiche, ha guadagnato il 3% in valore annuo, il che non accadeva dal gennaio del 1996.
“È l’offerta di denaro a regolare l’inflazione. Se stampiamo denaro senza aumentare la produttività o il numero di merci e servizi, otteniamo un deprezzamento della valuta. Ma l’America sta confutando questa verità assoluta facendola passare per una banalità”, osserva Victor Davis Hanson, professore e storico militare americano, commentando la decisione del Congresso.
Il rischio inflazionistico rafforza anche la domanda al consumo in presenza di risparmi eccedentari elevati. Durante la pandemia i consumatori americani hanno accantonato 1.600 miliardi di dollari. La gente se ne stava a casa, non andava al bar o al ristorante, non viaggiava. Ora si sta ricominciando a spendere queste risorse.
C’è poi un altro problema: l’eccessiva pressione sul bilancio. Nel 2020 il deficit di bilancio si è attestato al 16,1% (ossia 3.100 miliardi di dollari): si tratta del valore massimo dal 1945 quando il governo stanziò ingenti risorse per far fronte alle operazioni militari su larga scala. Di conseguenza, sta crescendo anche l’onore debitorio.
Titoli di stato, USA (foto d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 22.03.2021
Prezzo dell'Oro in calo a causa dei rendimenti del debito pubblico USA
Il debito statunitense si attesta a oltre 28.000 miliardi di dollari (ossia il 130% del PIL annuo del Paese). Grazie agli incentivi di Biden nel 2021 al debito accumulato si aggiungono altri 2.300 miliardi. E questo a fronte di un deficit da record di 3.100 miliardi.
“Ma il governo Biden è intenzionato a continuare su questa strada stanziando altri 2.000 miliardi per le infrastrutture e nuovi programmi di natura sociale”, sottolinea Hanson.

Surriscaldamento dell’economia

Alla luce di tutto ciò gli economisti Lawrence Summers e Olivier Blanchard in un’apposita ricerca hanno constatato che questi incentivi sono eccessivi e porteranno l’economia a “surriscaldarsi”.
“V’è il rischio che si perda il controllo dell’inflazione e che la Fed si veda costretta a un giro di vite alla politica creditizia. Questo, a sua volta, causerebbe un ennesimo rallentamento dell’economia. L’esperienza dimostra che l’inflazione può benissimo sfuggire al controllo”, spiegano Summers e Blanchard.
Anche Hanson parla di rischi analoghi: “È davvero necessario stampare nuova moneta aumentando così il debito pubblico? Ha senso mantenere i tassi di interesse prossimi allo zero ostacolando così l’aumento dell’occupazione, della produzione e del risparmio? In passato comportamenti così rischiosi hanno provocato un aumento dell’inflazione a cui ha fatto seguito una terribile fase di stagnazione”.
USA, i primi 100 giorni di Biden da presidente - Sputnik Italia, 1920, 29.04.2021
USA, i primi 100 giorni di Joe Biden da presidente: "Il futuro dell'America è nelle nostre mani"
Hanson osserva, inoltre, che negli “ultimi folli 100 giorni” (da quando è entrato in vigore il piano di Biden) sono schizzati alle stelle i prezzi di moltissimi prodotti: legname, derrate alimentari, benzina, automobili, alloggi. Tuttavia, i tassi continuano a rimanere attorno al 3% o addirittura sono inferiori.
Ad oggi la Fed non sta reagendo in alcun modo all’impennata dell’inflazione. Nel mese di marzo il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che non vede alcun problema del superare temporaneamente il valore target del 2%.

Bolla prossima a scoppiare

Tuttavia, sostiene Ray Dalio, fondatore del fondo di investimento Bridgewater Associates, la situazione è ben più pericolosa. Il pacchetto di incentivi e il programma di investimenti American Jobs Plan, immettendo denaro nell’economia, stanno creando una bolla. È necessario incrementare la produttività del lavoro, avverte l’esperto. E al momento questo è improbabile dato che a crescere non sono soltanto i prezzi, ma anche la disoccupazione.
Coronavirus in Russia - Novembre 2020, museo paleontologico - Sputnik Italia, 1920, 27.11.2020
Il team di Biden pensa già alla prossima pandemia: "Sarà peggiore e colpirà i giovani"
La ragione risiede di nuovo negli incentivi. Secondo l’idea di Biden, la campagna vaccinale avrebbe dovuto contribuire ad incrementare l’occupazione. Ma la situazione è opposta: c’è molto da fare, ma manca la manodopera. La proroga dei sussidi federali di disoccupazione ha consentito a questi soggetti di rimanere a casa e di incassare gli assegni. E questo per almeno altri 4 mesi o più.
Secondo l’investitore il mercato azionario è già entrato in una fase di bolla e non per via dell’onere debitorio, ma per la politica condotta dalla Fed.
“Ci sono due tipologie di bolla. La prima è quella debitoria che si verifica quando bisogna pagare gli interessi, ma non vi sono fondi per farlo. In quel caso la bolla esplode”, spiega. “La seconda si viene a creare in presenza di un’eccedenza di denaro qualora la Fed non inasprisca la politica creditizia in maniera opportuna. In questo caso si sopportano perdite per via del deprezzamento della valuta”.
Secondo Dalio, gli USA sono più vicini alla seconda tipologia di bolla. Pertanto a tendere l’investitore ipotizza una forte svalutazione del dollaro.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала