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Vaccini, l'Ue trascina AstraZeneca davanti al tribunale: 10 euro a dose per ogni giorno di ritardo

© REUTERS / YVES HERMANIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
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Prima udienza del procedimento che la Ue ha avviato nei confronti dell'azienda farmaceutica AstraZeneca per il ritardo nelle forniture di vaccino contro il Covid-19.
E' iniziata la battaglia legale della Ue che pretende la consegna di almeno 120 milioni di dosi di vaccino entro fine giugno e chiede al tribunale di Bruxelles di imporre una maxi multa all'azienda anglo-svedese per ogni giorno di ritardo nelle forniture.

Manifesta violazione

Nella sua prima apparizione davanti al giudice di primo grado, Rafael Jeffareli, il legale che rappresenta i 27 Paesi del blocco, parla apertamente una "manifesta violazione del contratto" di forniture da parte di AstraZeneca, che avrebbe dirottato "50 milioni di dosi verso Paesi terzi".
"AstraZeneca non ha nemmeno tentato di rispettare il contratto", ha detto l'avvocato dell'UE che pretende la consegna di 120 milioni di dosi entro giugno e il resto delle 300 milioni di dosi entro settembre.
L'azienda invece aveva dichiarato di poter fornire solo 100 milioni di dosi entro la fine del secondo trimestre.

La maxi-multa

La Ue ha chiesto al giudice di Bruxelles una sanzione di 10 euro a dose per ogni giorno di ritardo nelle consegne dei vaccini come risarcimento per il mancato rispetto del contratto da parte di AstraZeneca. Se il tribunale accoglierà la richiesta dell'Europa la sanzione si applicherà a partire dal primo luglio 2021.
Jafferali ha chiesto inoltre una sanzione aggiuntiva di almeno 10 milioni di euro per ogni violazione del contratto riconosciuta dal giudice.

Il miglior sforzo possibile

Al centro della controversia c'è la definizione del "miglior sforzo possibile" compiuto dalla società anglo-svedese per rispettare il contratto.
I legali di AstraZeneca hanno infatti definito "scioccanti" le accuse mosse dal legale dei 27 perché sostengono che il contratto non sia vincolante sugli obiettivi di consegna ma impegna l'azienda a fare il "miglior sforzo possibile" nella somministrazione delle dosi.
"Questo non è un contratto per la consegna di scarpe o magliette", ha dichiarato successivamente davanti ai giudici Hakim Boularbah, avvocato di AstraZeneca, per sottolineare la complessità della produzione di un nuovo vaccino.
Dinnanzi a questa linea di difesa Jafferali ha contestato il dirottamento di 50 milioni di dosi prodotte nelle fabbriche sono elencate nel contratto come fornitori dell'UE. Di queste 39 milioni di dosi prodotte in Gran Bretagna, 10 milioni prodotte negli Stati Uniti e 1 milione nei Paesi Bassi.
Per la Ue la mancata consegna di queste dose indica il venir meno dell'azienda all'impegno contrattuale definito dalla formula del "miglior sforzo possibile". Per AstraZeneca l'indicazione di queste le linee di produzione nel contratto di fornitura non è vincolata alle consegne per i Paesi Ue.
Il verdetto è atteso il mese prossimo.
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