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Stop blocco licenziamenti, lavoratori Whirpool: la politica non può assistere inerme

© Foto : Fiom- Cgil nazionaleManifestazione dei lavoratori della Whirlpool a Napoli
Manifestazione dei lavoratori della Whirlpool a Napoli - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
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I dipendenti dello stabilimento di Napoli convocano un presidio a Roma per protestare contro lo stop alla proroga dei licenziamenti e chiedere risposte alla politica sulla tutela dell'occupazione.
I lavoratori Whirpool di Napoli dicono no allo stop del blocco licenziamenti e convocano un presidio a Roma per protestare contro il dietrofront del ministro Orlando che, di fatto, significa l'epilogo della vertenza per i circa 300 dipendenti dello stabilimento partenopeo.
L'appuntamento è per domani, giovedì 27 maggio in piazza Santi Apostoli a partire dalle ore 10.00. Alla manifestazione parteciperanno le delegazioni di tutti gli stabilimenti italiani del gruppo e interverranno deputati e senatori inviati all'iniziativa.
"La politica non può assistere inerme e colpevole a questo scempio", si legge in un comunicato Fim-Fiom-Uilm inviato a Sputnik Italia. "Con la fine del blocco dei licenziamenti questa vertenza rischia di precipitare se questi lavoratori verranno lasciati soli", spiega la nota.
I lavoratori chiedono risposte alla politica, chiedono alle forze politiche di "esprimersi con i fatti" per far ripartire la produzione nello stabilimento di Napoli e tutelare l'occupazione.
I vari passaggi politici, portati avanti dall'attuale governo e dal precedente guidato da Giuseppe Conte, non hanno impedito alla multinazionale statunitense di stralciare gli accordi e andare avanti con la decisione di chiudere la fabbrica napoletana, nonostante i risultati positivi ottenuti dalla multinazionale degli elettrodomestici nel 2020.
In una precedente intervista a Sputnik Italia, la segretaria nazionale di Fiom Barbara Tibaldi aveva sottolineato che "Whirlpool ha affrontato l'anno del covid con una tale aggressività da chiudere il terzo trimestre in positivo, laddove il quarto sarà ancora migliore, con notevoli utili, nel mondo, in Europa e soprattutto in Italia".
Alla luce di questi risultati per i sindacalisti la decisione di fermare la produzione nello stabilimento di Napoli, chiuso il 31 ottobre, come l'irremovibilità dei vertici aziendali rispetto a questa scelta appaiono del tutto infondati.
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