Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Saviano: “La sentenza contro i Casalesi è epocale. La mia vita maciullata dalla camorra”

© AP Photo / Luca BrunoRoberto Saviano
Roberto Saviano - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
Seguici su
Lo scrittore era stato minacciato dal legale del capoclan in aula. Dopo 13 anni è arrivata la condanna per Bidognetti.
Lunedì i giudici del Tribunale di Roma hanno condannato ad un anno e sei mesi il boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti, e a un anno e due mesi il suo avvocato Michele Santonastaso.
Si tratta della chiusura della vicenda che ha riguardato le minacce a Roberto Saviano pronunciate in aula dal legale del capoclan dei Casalesi nel 2008.

“Non mi sento vincitore, perché sono a pezzi. Con una vita costretta, maciullata, non ci può essere nessuna vittoria. Ma è una sentenza epocale”, dice Saviano.

Si tratta di una sentenza che fa storia perché “per la prima volta ha scritto che un boss ha utilizzato un suo avvocato per pronunciare una minaccia alla parola”, spiega su La Stampa.
Per Saviano il fatto che la minaccia sia stata fatta in tribunale, nel corso di un processo, è ancora più grave: Santonastaso, infatti, ha letto “un documento che dietro l’apparenza di un’istanza di trasferimento per legittima suspicione diceva: se condannate tutti i boss del clan dei casalesi, questi due (Saviano e la cronista Rosaria Capacchione, ndr) sono i responsabili. In sostanza mi attribuivano la colpa di aver costruito mediaticamente il problema camorra. Un’accusa che, per la verità, non mi fanno soltanto i mafiosi”.

Giustizia dopo 13 anni

Il processo è durato moltissimo e per Saviano questa lentezza della giustizia è una cosa che “i clan conoscono bene. Sanno perfettamente che quando commettono i loro reati, omicidi compresi, saranno chiamati a risponderne a distanza di anni, se non di decenni”.
Per lo scrittore di Gomorra “una giustizia lenta significa permettere alle organizzazioni criminali di contare su una sostanziale impunità, anche in caso di condanna”.
E a 15 anni dall’uscita del suo libro e del film che hanno fatto scalpore Saviano dice di sentirsi “schiacciato dal peso inesorabile che comporta vivere in queste condizioni e sotto queste pressioni”.
Inoltre, nonostante la volontà di tenere viva la questione della lotta alle mafie, “nell’opinione pubblica non sento più la spinta di allora, forse perché il sangue si è decisamente ridotto”, lamenta.

Le minacce nel 2008

Nel 2008, durante l’appello del processo "Spartacus", Santonastaso, lesse in aula un "proclama" in cui accusava l'autore di Gomorra e la cronista Capacchione di aver influito sui giudici.
Il ministero dell'Interno decise di rinforzare la scorta per lo scrittore.
Lunedì la sentenza di condanna per Santonastaso e Bidognetti.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала