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Referto sistema universitario della Corte dei Conti: +41,8% di fuga di cervelli negli ultimi 8 anni

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaRagazzi giovani in Piazza Venezia a Roma
Ragazzi giovani in Piazza Venezia a Roma - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
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Il Referto sul sistema universitario 2021 approvato dalla Corte dei Conti e presentato oggi ha tenuto conto di 98 atenei di cui 67 statali. Notato un costante aumento della quota di giovani laureati, ma molti di loro vanno a lavorare fuori dall'Italia.
I dati dell'ultimo decennio mostra un costante aumento nella quota di giovani laureati in Italia rispetto agli altri Paesi dell'OCSE, ma le limitate prospettive occupazionali con adeguata remunerazione spingono molti giovani a lasciare il Paese.
Secondo quanto emerge dal Referto sul sistema universitario 2021 approvato dalle Sezioni riunite della Corte dei conti, dal 2013 è aumentato del 41,8% il tasso di giovani laureati che lasciano l'Italia per trovare lavoro.
I dati, che hanno preso in considerazione 98 atenei italiani di cui 67 statali, mostrano inoltre giudizi di qualità elevati in prevalenza per le università del Nord del Paese rispetto a quelle del Sud e criticità per le telematiche.

Rilevate molte rinunce o mancati accessi all'Università

Il rapporto ha rilevato anche il mancato accesso o l’abbandono dell’istruzione universitaria dei giovani provenienti da famiglie con redditi bassi.
Secondo quanto riferito dalla Corte dei Conti, oltre che a fattori culturali e sociali, la situazione è dovuta anche al fatto che la spesa (tasse di iscrizione più elevate rispetto a molti altri Paesi europei) grava interamente sulla famiglia con carenza di strumenti di sostegno economico per i meno abbienti.

Situazione critica nell'ambito della ricerca scientifica e della formazione professionale

"Nel periodo 2016-2019 l’investimento pubblico nella ricerca appare ancora sotto la media europea" ha affermato la Corte dei Conti, con particolare riferimento al settore universitario.
Risultano, poi, ancora poco sviluppati i programmi di istruzione e formazione professionale, le lauree professionalizzanti in edilizia e ambiente, energia e trasporti, ingegneria, e mancano i laureati in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica).
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