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AstraZeneca, dissequestrate e restituite agli hub le dosi del lotto ritirato a marzo

© REUTERS / Hannibal HanschkeIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
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Il lotto ABV2856 era stato ritirato da Aifa dopo la morte sospetta di un militare catanese per un malore improvviso a poche ore dalla prima dose.
I Nas stanno effettuando su tutto il territorio nazionale le operazioni di dissequestro del lotto ABV 2856 di AstraZeneca, ritirato lo scorso marzo dopo il divieto di utilizzo disposto in via precauzionale da Aifa per il caso del militare Stefano Paternò, deceduto poche ore dopo la vaccinazione. Le dosi verranno redistribuite ai centri vaccinali per essere normalmente somministrate nel proseguo della campagna di vaccinazione.
La decisione segue la conclusione degli accertamenti disposti dalla Procura di Siracusa con cui è stata verificata la conformità delle dosi prese in esame ai parametri qualitativi approvati da Ema, l'Agenzia europea del farmaco. Le analisi sul lotto ABV 2856 sono state condotte dall’Istituto nazionale per la salute pubblica Olandese e dal Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci dell’Istituto superiore di sanità di Roma.
"Le analisi - si legge in una nota del Nas - svolte in un contesto investigativo ad alto tasso tecnico e secondo coordinate scientifiche in costante aggiornamento e con l’interlocuzione di esperti, hanno stabilito che i lotti oggetto di attenzione, oltre ad essere corrispondenti per natura, caratteristiche e composizione con gli altri lotti di vaccino anticovid-19 analizzati, rispecchiano pienamente i parametri qualitativi e sono conformi al dossier di registrazione approvati dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali".

Il sequestro del lotto ABV 2856

Aifa ha emesso l'11 marzo 2021 un divieto di utilizzo in via precauzionale del lotto ABV 2856 di vaccino AstraZeneca su tutto il territorio nazionale, riservandosi di prendere ulteriori provvedimenti anche in stretto coordinamento con l’EMA.
Il divieto è stato disposto in seguito alla segnalazione di gravi effetti avversi che mostravano un nesso temporale con la vaccinazione, pur specificando che, al momento della decisione, nessuna relazione di causalità fra i due eventi (somministrazione della dose e morte) era stata accertato.
Il caso cui Aifa ha fatto riferimento è la morte di Stefano Paternò, sottoufficiale di Marina di stanza ad Augusta, avvenuta poco dopo la vaccinazione del militare. Il militare aveva 43 anni ed era in buona salute.
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