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Assolto l’ex sindaco di Lodi Uggetti: il fatto non sussiste. Ma la politica non si scusa

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Giustizia - Sputnik Italia, 1920, 26.05.2021
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Era stato arrestato per l’accusa di turbativa d’asta ed era stato oggetto di una campagna mediatica molto dura. Decaro denuncia: “Sui giornali non c’è niente”.
A cinque anni da quel 3 maggio 2016, in cui venne arrestato e passò 10 giorni in carcere a San Vittore e altri 25 ai domiciliari, Simone Uggetti, ex sindaco Pd di Lodi, è stato assolto dalla Corte d’Appello di Milano perché "il fatto non sussiste". E alla lettura della sentenza è scoppiato in lacrime.
Uggetti era accusato con altri tre di turbativa d’asta per una gara d’appalto per la gestione delle piscine comunali e all’epoca dei fatti era stato oggetto di una feroce campagna mediatica e politica giustizialista.
Un fuoco di notizie e di titoli che contrasta con l’assenza quasi totale di news sulla sua assoluzione, come ha dichiarato Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci.
"5 anni fa è stato sbattuto in prima pagina, ora sui giornali non c'è nulla. Noi lo sappiamo che è una persona perbene", ha detto Decaro su La7.
Per il numero uno dei sindaci italiani “quello che è accaduto non glielo restituisce nessuno” e “per la stragrande maggioranza delle persone che seguirono la vicenda resterà un malfattore, quando invece è una persona invece perbene”, ha spiegato.
E poi ha aggiunto: “È per questo che si fatica a trovare candidati sindaco” perché ci sono troppi rischi e “un avviso di garanzia vale come una condanna”.

Le due sentenze e la giustizia

Per Uggetti, intervistato da Repubblica, cinque anni sono stati lunghi e “la custodia cautelare ha ingigantito tutto. E tolto serenità a me, alla mia famiglia e a un'intera città, mi ha costretto a dimettermi”.
E l’ex sindaco ricorda ancora la dichiarazione fatta mentre la Finanza lo accompagnava: “Ho agito solo ed esclusivamente nell'interesse della città. Ed è quello che adesso è stato riconosciuto. Ma è stato un periodo difficilissimo".
Uggetti racconta, però, che molti a Lodi lo avevano capito e gli erano rimasti accanto. “Finiti i domiciliari non riuscivo a fare mezzo passo che mi fermavano per dirmi: ho pregato per lei, ti ho pensato, sono stato male quando eri a San Vittore. Un affetto che mi ha dato la forza di rifarmi una vita".

La vicenda e l’attacco di Di Maio

Uggetti, sindaco di Lodi tra il 2013 e il 2016, era stato accusato di turbativa d’asta, arrestato nel maggio del 2016 e costretto a dimettersi nell’agosto dello stesso anno.
Secondo la testimonianza di una dipendente comunale, Uggetti avrebbe favorito una società partecipata del Comune nell’assegnazione di un bando di gara relativo alla gestione di due piscine.
In primo grado era stato condannato a 10 mesi di carcere, ma il 25 maggio la Corte d’Appello di Milano lo ha assolto perché “il fatto non sussiste”.
Quando era stato arrestato, era stato oggetto di una gogna mediatica e politica.
Luigi Di Maio all’epoca andò di persona a Lodi e dal palco chiese le dimissioni.

“Se non si dimette lui, le dimissioni gliele devono chiedere Renzi e Guerini, ma non ho sentito Renzi farlo ancora. Chiedo al Pd di liberare i cittadini lodigiani tenuti in ostaggio”, aveva detto Di Maio

Ieri, dopo l’assoluzione il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha twittato la sua solidarietà ad Uggetti.
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