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Rinviati a giudizio il generale Tariq e gli altri 007 egiziani coinvolti nel caso Regeni

© Foto : Comune di TorinoStriscione "Verità per Giulio Regeni" esposto dal 4 aprile 2016 sulla facciata di Palazzo Civico (municipio di Torino)
Striscione Verità per Giulio Regeni esposto dal 4 aprile 2016 sulla facciata di Palazzo Civico (municipio di Torino) - Sputnik Italia, 1920, 25.05.2021
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Secondo il Gup hanno osservato e controllato il ricercatore e sono accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio del giovane.
Andranno a processo i quattro agenti dei servizi segreti egiziani che sono accusati dell’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato il 25 gennaio del 2016 e trovato senza vita il 3 febbraio dello stesso anno.
Il Gup Pierluigi Balestrieri ha deciso di confermare la richiesta della Procura di Roma e ha rinviato a giudizio il generale egiziano Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.
I quattro 007 sono accusati del sequestro di persona, delle sevizie e dell'omicidio aggravato del ricercatore italiano.
La prima udienza è fissata per il 14 ottobre.

Le accuse

Gli imputati, secondo l’accusa, hanno “osservato e controllato, direttamente e indirettamente, dall’autunno 2015 alla sera del 25 gennaio 2016" lo studente italiano e si sono resi responsabili poi del sequestro, della tortura e dell’omicidio di Regeni “per motivi abietti e futili e abusando dei loro poteri, con crudeltà".
Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, hanno assistito a tutta l'udienza di oggi.
Commenti sui social sulla decisione, anche dall'account "Verità per Giulio".

La ricostruzione dei fatti

Giulio Regeni è stato rapito il 25 gennaio del 2016.
Il ricercatore italiano, che all’epoca dei fatti studiava presso l’Università di Cambride al Cairo. È stato bloccato “all’interno della metropolitana” della capitale egiziana ed è stato “condotto contro la sua volontà e al di fuori da ogni attività istituzionale, dapprima presso il commissariato di Dokki e successivamente presso un edificio a Logaugly”.
Queste sono le parole agli atti dopo le indagini degli inquirenti italiani. Il giovane è stato sequestrato per nove giorni.
Durante il sequestro Magdi Ibrahim e Abdelal Sharif hanno inflitto a Regeni “lesioni che gli avrebbero impedito di attendere alle ordinarie occupazioni per oltre 40 giorni nonché comportato l’indebolimento e la perdita permanente di più organi, seviziandolo con acute sofferenze fisiche, in più occasioni e a distanzia più giorni”.
Il colonnello Sharif è accusato anche di omicidio. Il corpo di Giulio Regeni è stato trovato senza vita il 3 febbraio sulla strada che collega Il Cairo e Alessandria, a poca distanza dalla prigione dei servizi segreti egiziani.
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