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Materie prime sempre più care, a rischio l'allevamento italiano: Assocarni chiede aiuto alla GDO

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Vitelli in allevamento - Sputnik Italia, 1920, 25.05.2021
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Con l'aumento del prezzo delle materie prime utilizzate nell'alimentazione degli animali d'allevamento, Assocarni e Uniceb chiedono un confronto con la Grande Distribuzione.
L'aumento dei prezzi delle materie prime, usate anche come nutrimento per gli animali da allevamento, sta preoccupando le associazioni del settore che hanno lanciato l'allarme sulla situazione del comparto zootecnico nazionale.
Con una lettera congiunta indirizzata a ANCD, Coop Italia e Federdistribuzione, le organizzazioni Assocarni e Uniceb che rappresentano e tutelano le aziende nazionali di allevamento, macellazione e trasformazione delle carni hanno chiesto nei giorni scorsi un tavolo di confronto al settore della Grande Distribuzione.
“È stato davvero toccato un punto di non ritorno. Non è più possibile accettare che il valore di un animale di qualità eccellente come quello prodotto in Italia sia fermo esattamente al valore pagato oltre trent’anni fa, mentre sugli scaffali i prodotti hanno seguito gli andamenti dell'inflazione di questi trent’anni, coerentemente con gli aumenti di tutti gli altri prodotti alimentari” ha affermato Luigi Scordamaglia, presidente di Assocarni.

Aumento dei prezzi mette a rischio il lavoro degli allevatori

Scordamaglia ha sottolineato che in condizioni come queste gli allevatori hanno come unica soluzione quella di smettere di lavorare, scelta che sarebbe disastrosa sia per le eccellenze alimentari italiane che per la seguente crescita delle importazioni.
“Facciamo un appello alle catene distributive che più tengono all’italianità e al nostro Paese affinché vengano incontro ad un giusto riconoscimento per i nostri allevatori" ha ribadito il presidente di Assocarni.

Uniceb: necessario valorizzare la carne prodotta in Italia

"La filiera italiana è sempre venuta incontro alle esigenze e alle richieste della Gdo in tema di standard produttivi e di alimentazione, di benessere animale, senza che tutti questi miglioramenti abbiano avuto finora un adeguato riconoscimento economico rispetto alle provenienze estere" ha affermato Carlo Siciliani, presidente di Uniceb.
Quest'ultimo ha poi aggiunto quanto sia indispensabile avviare un tavolo di confronto con la grande distribuzione per fare in modo che venga riconosciuta un'adeguata remunerazione al prodotto italiano attraverso chiari sistemi di determinazione dei prezzi.
A inizio maggio un'analisi di Bloomerg ha mostrato che l'indice delle quotazioni dei prodotti agricoli è salito del 76% nell'ultimo anno, rappresentando l'aumento più forte degli ultimi 10 anni. Dal solo mese di aprile i prezzi di grano, soia e mais sono cresciuti di oltre il 20%.
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