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Licenziamenti, la rabbia di Maurizio Landini: "La partita non è chiusa"

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 25.05.2021
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Il leader della Cgil intende dare battaglia sulla proroga dello stop ai licenziamenti, dopo il retrofront di Orlando sulla data del 28 agosto, dovuta al pressing di Confindustria.
Il governo "ha ascoltato un po' troppo Confindustria" sul blocco dei licenziamenti, ma "la partita non è ancora chiusa". Questa la sfida lanciata da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, in un'intervista rilasciata questa mattina a Rai Radio 1.

"Il governo ha scelto di prendere una decisione che non ci convince: intendiamo proseguire per portare a casa maggior tutela per le persone che lavorano", afferma.

Il rischio paventato dal leader della Cgil è che "dal primo luglio vi saranno migliaia di persone senza lavoro. Per il sindacalista non può passare il messaggio di Confindustria che i problemi delle aziende "si risolvono con la libertà di licenziare", piuttosto gli aiuti pubblici devono avere un chiaro vincolo: quello del mantenimento dei livelli occupazionali.

"Ci sono aiuti alle imprese, ma l'impresa può decidere se licenziare o no. Ma se hai aiuti pubblici e non hai costi aggiuntivi, l'utilizzo deve avere il vincolo di non licenziare", precisa.

Landini spera che nella discussione in parlamento possa esserci una maggiore apertura al confronto con le parti sociali che "è ancora aperto, bene, noi non vogliamo trovarci difronte a migliaia licenziamenti perché non è questo il momento di aprire ulteriori fratture sociali nel Paese".
Lunedì sera, dopo il pressing di Confindustria, Palazzo Chigi ha trovato una mediazione sulle misure del pacchetto Orlando, facendo saltare la possibilità di proroga del blocco licenziamenti al 28 agosto e confermando le date del 30 giugno per le grandi aziende e del 31 ottobre per le piccole.
Confermata per le imprese di grandi dimensioni la possibilità di chiedere la cassa integrazione ordinaria dal primo luglio per un anno senza addizionali, con il vincolo di non licenziare per tutto il periodo in cui ne usufruiscono.
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