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Le nomine in mano a Draghi. Dalla Rai a Cdp decide il premier

© Filippo AttiliMario Draghi
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 25.05.2021
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Sono 90 le società partecipate dove assegnare oltre 500 poltrone entro l’autunno e l’ex governatore della Bce ha deciso di scegliere in prima persona.
Sono nelle mani e nella testa del premier Mario Draghi i nomi dei principali contendenti alle poltrone per la guida delle 90 società partecipate pubbliche, in cui vanno rinnovati entro l’autunno 74 consigli di amministrazione e 41 collegi sindacali per un totale di 518 poltrone.
E, a differenza di altri presidenti del Consiglio, l’ex governatore della Bce, ha intenzione di tenere strette in pugno le decisioni, senza lasciare troppo campo alla politica.
Al termine del Consiglio europeo, il premier ha in programma di riunire a Palazzo Chigi un mini vertice con il ministro dell'Economia Daniele Franco, il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera e il principale consigliere economico Francesco Giavazzi.
Tra le principali società su cui decidere già entro questa settimana sicuramente Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato e Rai.
Ci sono poi anche Poste, Enel, Eni, Leonardo, Sace, Rfi e Anas, solo per citarne alcune.
Ai partiti il premier lascerà il solito mercato per la scelta dei Cda di Gse, Invimit, Sogei, Leonardo e Mps.

Viale Mazzini attende il nuovo Ad

Il nuovo amministratore delegato della Rai dovrà essere indicato dal ministro Franco l’8 o il 14 giugno nel corso dell’assemblea dei soci.
Draghi ha intenzione di mettere al posto di Fabrizio Salini un uomo di suo fiducia. Per questo nelle ultime ore si parla sempre più insistentemente della vicedirettrice generale di Bankitalia, Alessandra Perrazzelli.
Altre alternative sono l’ad di Open Fiber Elisabetta Ripa e Laura Cioli (ex Gedi e Rcs).
Circola anche Raffaele Agrusti, con un passato in Rai o una possibile scelta interna, ma meno gradita al premier, come Marcello Ciannamea, direttore della distribuzione o ancora l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco.
Per la partita del presidente poi la nomina (per cui si parla di Simona Agnes e Paola Severini Melograni) dovrà passare per la Commissione di Vigilanza Rai e quindi dall’ok dei partiti.

Cdp e i fondi del Recovery

Per la poltrona più importante di Cassa Depositi e Prestiti, che coordinerà uno dei portafogli principali del Pnrr, il Patrimonio Destinato, la partita è molto delicata.
Giovedì è in programma l'assemblea dei soci e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sta seguendo da vicino la vicenda difendendo l’attuale amministratore delegato Fabrizio Palermo.
Ma Draghi vuole un suo uomo a Cdp e si fanno insistenti le voci di un avvicendamento con Dario Scannapieco, gradito anche a Franco e Giavazzi.

Ferrovie dello Stato e il tesoretto

FS, secondo i piani del Pnrr, dovrà gestire nei prossimi mesi e anni 28 miliardi di euro, da destinare all’Alta velocità e alle tratte regionali. Un punto che sta molto a cuore al premier.
Per questo la partita per l’Ad è molto serrata. I nomi che circolano per sostituire Gianfranco Battisti sono quello di Fabrizio Favara, che guida il gruppo di alta velocità Ilsa partecipato da Fs in Spagna, o l’ex ad di Terna Luigi Ferraris, o ancora l’ex Eni Paolo Scaroni, e il numero uno di WeBuild Donato Iacovone.
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