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Scrittore Saviano minacciato in tribunale, condannato Francesco Bidognetti e il legale

© AP Photo / Luca BrunoRoberto Saviano
Roberto Saviano - Sputnik Italia, 1920, 24.05.2021
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Durante il processo d’appello ‘Spartacus’ del 13 marzo 2008, dove sedeva tra gli imputati Francesco Bidognetti del clan dei Casalesi, l’avvocato di quest’ultimo Michele Santonastaso lesse un proclama.
Oggi il tribunale di Roma ha stabilito che il proclama conteneva minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione.
L’avvocato Santonastaso è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione, mentre Bidognetti è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione, mentre è stato assolto per non aver commesso il fatto l’avvocato Carmine D’Aniello.
I due condannati dovranno pagare in solido i danni arrecati alle parti, e dovranno farlo in separata sede. Le parti civili da risarcire non sono solo Saviano e Capacchione, ma anche la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine dei giornalisti della Campania che si erano costituiti parte civile al processo. In aula Saviano era presente.
Il clan dei Casalesi non è invincibile, ha affermato Saviano al termine dell’udienza del processo.

“È stato un processo delicato che ha raccontato come un clan abbia cercato di intimidire chi scriveva del suo potere. Una sentenza che mi dà speranza, ma che non mi restituirà 13 ani di dibattimento e i 15 anni di vita sotto scorta”, ha detto Saviano come riportato dall’Huffingtonpost.

“Vivere sotto protezione vuol dire perdere la propria vita. Sono contento anche per Rosaria Capacchione, vittima di anni di ferocissimi attacchi”.
Ed infine Saviano si è detto contento che la sentenza sia stata pronunciata a Roma, perché “dimostra come il problema della criminalità non riguardi solo il Sud”.
Francesco Bidognetti era collegato in videoconferenza dal carcere di Milano dove sconta il carcere a vita per svariati reati di mafia, tra cui omicidi, disastro ambientale e molti altri.

Il commento di Enrico Letta

Il segretario del Partito Democratico ha commentato la sentenza con queste parole:
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