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Riaprono le palestre, uno sguardo al Karate in prospettiva delle prossime Olimpiadi di Tokyo

© Foto : Ugo Ferrari Ugo Ferrari e i suoi atleti alle competizioni internazionali
Ugo Ferrari e i suoi atleti alle competizioni internazionali - Sputnik Italia, 1920, 24.05.2021
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24 Maggio, riparte l’attività delle palestre, una data agognata da tanti titolari di attività sportive. Nonostante la riapertura implichi il rispetto di norme e condizioni precise è un altro passo importante verso la normalità.
Il governo ha anticipato la riapertura delle palestre, per le quali il via libera era in realtà previsto dal primo giugno.
Un gesto concreto per venire incontro non solo ai tanti titolari di attività sportive da mesi senza lavoro, ma anche ai tanti praticanti in attesa di poter ricominciare gli allenamenti.
Tra gli sport più diffusi che si praticano all’interno delle palestre vanno sicuramente considerate le Arti Marziali e i vari sport da combattimento. Le Arti Marziali sono tra i primi dieci sport più praticati in Italia in assoluto e sono al terzo posto come sport più praticati dai bambini dai 3 ai 10 anni, dopo calcio e nuoto.
Con circa 120.000 tesserati, 2.600 società e oltre 550.000 praticanti totali è la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali), ufficialmente riconosciuta dal CONI a raccogliere il più alto numero di praticanti di Arti Marziali.
Per tracciare un bilancio su quanto il lockdown abbia influito sul Karate, Sputnik Italia si è rivolto al Maestro Ugo Ferrari cintura nera 7° Dan di Karate che dal 2011 svolge l’incarico di D. Tecnico del CTR (Centro Tecnico Regionale) Regione Lombardia per la FIJLKAM. Nell’anno 2018 al Maestro Ugo Ferrari è stata assegnata dal CONI l’onorificenza della Palma di Bronzo al merito Tecnico in riconoscimento dei risultati ottenuti in qualità di Tecnico sportivo.
© Foto : Ugo Ferrari Ugo Ferrari con due suoi atleti
Ugo Ferrari con due suoi atleti - Sputnik Italia, 1920, 24.05.2021
Ugo Ferrari con due suoi atleti
— Finalmente si torna in palestra sul tatami, qual è stato l’impatto di questa lunga interruzione dell’attività sportiva sugli atleti?
— È stata una sofferenza da parte di tutti, sia per i grandi ma soprattutto per i più giovani. Gli adulti, ovviamente per chi ama lo sport e il karate, sono riusciti a farsene una ragione, hanno vissuto l’interruzione con maturità, con la consapevolezza che non se ne poteva fare a meno e che comunque prima o poi si sarebbe riaperto. Cosa che, invece, è molto più difficile spiegare e far accettare ai più giovani. I bambini e i ragazzini hanno sofferto di più perché per loro la palestra è soprattutto un momento di socializzazione, di aggregazione dove praticano il karate ma contemporaneamente fanno gruppo e creano amicizie, vivono la comunità e la socialità attraverso lo sport. L’impatto sociale è stato pesante. Ora però si riparte. Certamente partiamo in sicurezza.
— Avete ricevuto i cosiddetti “ristori” tanto ostentati dal governo attuale come da quello passato?
— Io porto il mio esempio. Come titolare di una società sportiva, la “ASD Centro Karate Sportivo”, nella primavera del 2020, all’inizio pandemia ho ricevuto 1.000 euro di contributo dal CONI - Regione Lombardia, ma era un residuo dei premi avanzati nel 2019, somma quindi al di fuori dell’emergenza Covid.
Il comune di Soresina, in provincia di Cremona, dove ha sede la mia società sportiva, a sua volta, di sua iniziativa, ha assegnato a tutte le Partite IVA presenti sul suo territorio 1.000 euro di bonus. Come titolare di palestra, avendo una Partita IVA ho ricevuto questa somma, ma si è trattato di un bonus che non aveva nulla a che fare con l’attività sportiva.
La nostra Federazione infine ci ha riconosciuto più di 2.000 euro, che rappresentano la metà della somma che la mia società sportiva versa ogni anno alla Federazione stessa tramite i tesseramenti. Non abbiamo fatto attività, così hanno deciso di risarcirci il 50% dei tesseramenti già effettuati. Sono sempre soldi nostri e comunque la somma è stata risarcita in voucher che saranno riconvertiti in tesseramenti 2021.
Da parte del governo: zero euro. Non hanno idea né dei mancati introiti, né dei costi, quindi delle perdite a cui le palestre sono state sottoposte.

Karate alle Olimpiadi di Tokyo 2021

— Nel caso che ci sono le Olimpiadi a Tokyo, parteciperete?
— Parteciperemo certamente! Abbiamo già cinque classificati a livello nazionale per il Karate: tre per il kumité (combattimento) e due per il kata (forme – combattimenti immaginari); escono tutti dai gruppi sportivi militari e delle forze dell’ordine, sono professionisti, si allenano per lavoro, e i loro allenamenti non hanno risentito delle chiusure. Per il momento sono cinque atleti ma potrebbero diventare anche sei o sette, c’è ancora un’ultima gara che potrebbe classificare anche la Sara Cardin già campionessa del mondo nel 2014 a Brema e più volte campionessa europea, appartenente al gruppo sportivo dell’Esercito.
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— Per partecipare alle Olimpiadi gli atleti dovranno sottoporsi a vaccinazione?
— Tutti dovranno essere vaccinati prima della partenza e dovranno presentare il certificato “Covid – free”. Nonostante il vaccino, arrivati sul posto, sia tecnici che atleti, dovranno in ogni caso eseguire il tampone per entrare nella “bolla”, cioè rimanere tutto il giorno in una specie di “bolla”, che è il palazzetto dove si svolgeranno le prove, senza poter uscire fino a che non finirà la gara, per evitare ogni possibilità di contagio.

Karate sport completo

— Maestro, quali sono secondo Lei i vantaggi della pratica del Karate?
— Il Karate è uno sport completo: a livello fisico impegna i muscoli di tutto il corpo, a livello psicologico comporta un certo impegno d’attenzione, a livello della psicomotricità è completo perché comporta coordinazione e stabilità.. Per questo è importante iniziare la pratica del Karate già da piccoli perché rafforza tutte queste strutture psico-fisiche che sono un bagaglio essenziale per i bambini.
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C’è poi anche l’aspetto della disciplina. Nella pratica del Karate è fondamentale l’educazione, il rispetto delle regole, il rispetto per il Maestro e per la gerarchia dei vari Dan. Si sale e si scende sul tatami solo salutando formalmente con rispetto, allo stesso modo s’inizia e si finisce ogni esercizio di kumité o di kata sempre col saluto. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di un’arte marziale giapponese.
— Da quale età e fino a quando si può praticare Karate?
— Dai cinque anni dove viene presentato come un gioco, fino a che si vuole; ci sono praticanti che arrivano anche alla settantina!
Certo nel Karate l’anzianità raggiunta e la pratica ininterrotta vengono riconosciute e confermate dall’acquisizione delle “cinture” che si ottengono dopo il superamento dei relativi esami: si parte da bianca, poi gialla, arancione, verde, blu, marrone e nera 1° Dan. Di solito l’iter da bianca a nera dura circa 4 anni. In ogni caso per chi inizia molto giovane l’esame di cintura nera può essere sostenuto solo dopo i 14 anni.
Da cintura nera in avanti le scadenze e i requisiti per presentarsi agli esami di Dan sono progressivamente sempre più complessi e dilatati nel tempo. Dal 6° Dan in avanti s’indossa la cintura a bande bianche e rosse. Serve costanza, carattere e tanta passione. Non a caso al termine “kara-te”, che in giapponese significa “mano-vuota”, (nel senso di combattimento a mani nude) viene aggiunto il termine “do” che assume il significato molto più ampio e filosofico di “via”, “strada da seguire”.
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