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Cibo, 3 italiani su 4 spenderebbero di più per un prodotto sostenibile

CC BY-SA 2.0 / Richard Kelland / FridgeUn frigorifero con cibo
Un frigorifero con cibo - Sputnik Italia, 1920, 24.05.2021
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Qual è il futuro del cibo italiano? Quali sono le previsioni per il mercato alimentare per i prossimi anni? La parola d'ordine - innovazione e sostenibilità.
Una nuova indagine di AstraRicerche, che verrà presentata il 25 maggio nella Camera di Commercio di Bari in relazione al Trend Academy/See the Next, ha svelato la posizione degli italiani per quanto riguarda l'innovazione alimentare, come riporta Askanews.
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Dai dati risulta infatti che gli italiani, per la maggior parte dei quali (48%) il cibo rappresenta una vera e propria esperienza di piacere e soddisfazione, puntano sui prodotti certificati IGP e DOP, preferibilmente se forniti produttori locali e piccole imprese del territorio e consegnati a casa seguendo il metodo dell'e-commerce.
3 intervistati su 4 sono infatti disposti a spendere di più per acquistare prodotti sostenibili certificati da enti autorevoli, un trend di spicco in particolare tra i giovani, che guardano all'innovazione senza ignorare la tradizione, e si dimostrano attenti all'ambiente e alla sostenibilità sociale.
Nei prossimi 5 anni si propone di aumentare il consumo di frutta (51,5%), verdura (54%) e prodotti italiani DOC, DOP e IGP. Nonostante il forte legame alla tradizione (47,2%, e i numeri salgono negli over 45), il 23,3% degli italiani guardano a cibi innovativi e ingredienti inusuali o addirittura estranei alla cucina italiana: ben il 28,8%, infatti, sono interessati a prodotti contenenti cannabidiolo, e il 18,2% è aperto a provare prodotti sostitutivi della carne a base di insetti (con percentuali più alte tra i giovani, 25%).

“Si sta tornando a pensare al cibo come qualcosa di positivo, e dunque il cibo da scegliere è un cibo ‘con’, più che un cibo ‘senza’; è una svolta, solo in parte dovuta all’effetto Covid-19: potrà spingere produttori e distributori a fare scelte diverse in merito ai prodotti e alla loro comunicazione”, ha commentato Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche.

Nel campo dell'e-commerce alimentare, gli italiani mettono al primo posto i gruppi di produttori locali che consegnano ciò che producono (37.0%). Al secondo, la spesa online con una catena di supermercati (25.2%) e al terzo l’e-commerce generale al 20.7% (ambito allargato a tutti i campi anche fuori dall'alimentare).
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