Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Imprenditore di Milano violentatore seriale: tre giovani donne pronte a sporgere denuncia

© Foto : © Agenzia Nova / Marco MinnaLa macchina di carabinieri
La macchina di carabinieri  - Sputnik Italia, 1920, 23.05.2021
Seguici su
Ci sarebbero altre giovani donne pronte a denunciare l'imprenditore del settore farmaceutico, che viene sempre più indicato come un violentatore sessuale seriale per i modi con cui operava.
L’imprenditore milanese del settore farmaceutico denunciato per violenza sessuale e arrestato dai carabinieri venerdì, è sempre più nei guai. Altre tre giovani donne sono pronte a denunciarlo. Anch’esse accusano Antonio Fazio di averle usato violenza sessuale. Lo racconta Rainews.
La prima ragazza ad averlo denunciato ha raccontato quanto accaduto ai carabinieri, e questi hanno ricostruito uno scenario agghiacciante. L’uomo ha anche fotografato la sua vittima conservando le foto della violenza perpetrata. Foto che lo inchioderebbero insieme ad altre prove che i carabinieri hanno recuperato durante la perquisizione del suo appartamento.
Fondatore e amministratore della Global Farma srl, l’imprenditore è accusato di molteplici reati. Oltre che di violenza sessuale aggravata, è accusato di sequestro di persona e di lesioni personali aggravate.

La ricostruzione dei fatti

La ragazza si era recata il 28 marzo scorso presso la sede dell’impresa del settore farmaceutico per sostenere un colloquio di lavoro a cui avrebbero dovuto partecipare anche altri imprenditori del comparto farmaceutico. L’obiettivo del colloquio uno stage formativo, la giovane donna infatti frequenta l’Università.
Ai carabinieri ha raccontato di aver perso i sensi dopo aver bevuto un caffè e un succo di arancia. Lei si è risvegliata il mattino dopo sdraiata nel suo letto con gli abiti del colloquio ancora addosso.
Le indagini hanno appurato che la giovane donna è stata “narcotizzata” con il Bromazepam, una sostanza che ad alte dosi crea uno stato di incoscienza.
Le indagini hanno inchiodato l’uomo anche grazie alle immagini di videosorveglianza, e dai dati gps dello smartwatch indossato dalla vittima che, confrontati con quelli dell’accusato hanno aiutato a ricomporre quanto accaduto in quelle ore da incubo.
L’uomo ha anche provato a infangare la ragazza e la famiglia provando ad affermare che volevano estorcergli soldi, per questo voleva indurre a false dichiarazioni suoi amici e suoi familiari.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала