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I primi cento giorni di Draghi: ecco tutte le pagelle

© Foto : Filippo AttiliIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla Riunione informale dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio europeo.
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla Riunione informale dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio europeo. - Sputnik Italia, 1920, 23.05.2021
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Promosso il premier, la ministra Cartabia e Giorgia Meloni. Poco sopra la sufficienza Salvini e Letta. Ora la sfida è Il semestre bianco.
Il governo Draghi, tra alti e bassi, ha compiuto cento giorni. Ma quali sono i politici che finora hanno guadagnato di più, in termini di consenso? Secondo il Corriere sul gradino più alto del podio c’è proprio l’ex presidente della Bce, che finora è riuscito a mettere d’accordo il coacervo di partiti che lo sostiene e a gestire, nel contempo, la partita del Recovery Fund e quella della pandemia, che comprende l’avventura non facile della campagna vaccinale.
Dopo di lui c’è la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che secondo lo stesso quotidiano si guadagna un 7+ per aver tenuto insieme, almeno finora, la maggioranza, su un tema divisivo come quello della Giustizia.
A sorpresa tra i leader politici con il voto più alto c’è Giorgia Meloni. Il Corriere le dà un 7 per la sua capacità di fare opposizione in modo “responsabile”. Da un lato rivendica la coerenza delle proprie posizioni, dall’altro si mostra fedele agli alleati di centrodestra. E così, pian piano, guadagna punti nei sondaggi guadagnandosi le simpatie degli elettori leghisti, ma anche di quelli di Forza Italia, tanto da insidiare il primato a Matteo Salvini.
Il leader della Lega, sempre secondo il Corriere, non va oltre il 6 e mezzo. La strategia del partito di “lotta e di governo” finora non ha dato i frutti sperati e Salvini secondo i commentatori sarebbe sempre più indeciso sul da farsi.
Stesso giudizio per il segretario del Pd, Enrico Letta, scivolato sul nodo delle tasse. Tra i meriti c’è quello di mantenere il Pd poco sotto la Lega in termini di consenso, anche se i Dem sono tallonati da Fdi.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, arriva poco sopra la sufficienza. Nonostante tre mozioni di sfiducia è ancora popolare, proprio grazie alla linea della prudenza sostenuta in questi mesi.
Parabola discendente, invece, per Giuseppe Conte. L’ex premier gode ancora di una grandissima popolarità ma fatica ad entrare in azione, frenato dalle zavorre di un movimento sempre più diviso, litigioso e preda delle beghe interne.
Sopra la sufficienza, infine, ci sono i tecnici. Un 7 per il generale Francesco Figliuolo che ha impresso una svolta alla campagna vaccinale. Si fermano poco oltre il 6, invece, Franco Locatelli e Silvio Brusaferro, rispettivamente coordinatore e portavoce del Cts.
L’incognita, ora, è rappresentata dall’arrivo del semestre bianco che inizierà a fine luglio. Le elezioni del nuovo capo dello Stato rappresenteranno un vero e proprio bivio.
Chi sogna le elezioni anticipate sta spingendo perché sia proprio l’attuale premier il prossimo presidente della Repubblica. L’arrivo di Draghi al Colle, infatti, potrebbe accelerare la crisi politica e traghettare il Paese verso le urne.
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