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Due aggressioni in poche ore nel carcere di Torino, gli agenti: "Qui è peggio del Far West"

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Carcere - Sputnik Italia, 1920, 23.05.2021
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La denuncia dei sindacati Osapp, Sinappe e Uil Polizia Penitenziaria su violenza e sovraffollamento. L'appello al ministro Cartabia: "Rimuovete i vertici del carcere".
Due episodi di violenza in poche ore. Ieri almeno cinque poliziotti sono rimasti feriti nel carcere di Torino. La prima rissa tra detenuti è scoppiata in mattinata. Ad affrontarsi sono state almeno sei persone.
Per separare i violenti il personale della penitenziaria intervenuto ha riportato contusioni e fratture, refertate al pronto soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria del capoluogo piemontese con prognosi che vanno dai cinque ai venti giorni.
I disordini sono continuati nel pomeriggio, quando un detenuto appena arrivato nel penitenziario, invece di sottoporsi ai controlli, ha colpito con un pugno uno degli agenti. Il poliziotto è riuscito a scansarsi in tempo, ma è stato comunque centrato ad una spalla.
“Qui è peggio del Far West”, denunciano in una nota i sindacati Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), Sinappe (Sindacato Autonomo Nazionale Polizia Penitenziaria) e Uil Polizia Penitenziaria, che proprio il giorno precedente alle aggressioni avevano protestato davanti al carcere “Lorusso e Cutugno", nel quartiere Vallette, per denunciare “le continue aggressioni, l’assenza di comunicazione con i vertici dell’istituto e il sovraffollamento”.
“I detenuti violenti vengono lasciati liberi in sezioni aperte”, ribadiscono oggi le organizzazioni sindacali in una nota. Parallelamente, gli agenti della penitenziaria sono costretti ad operare “ogni giorno in condizioni sempre più drammatiche e difficili”.
“Quanto accaduto – commentano ancora le tre sigle - è il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria spesso lasciato solo nelle sezioni detentive ad operare in assoluta ristrettezza di mezzi e di supporti, anche con 100/150 detenuti alla volta e anche con la presenza di detenuti di estrema pericolosità e con detenuti che hanno problemi psichiatrici”.
I sindacati parlano di “eccessivo buonismo” nella gestione dei “penitenziari più problematici, come quello di Torino”. A rischio, oltre che la tenuta “dell’ordine e della sicurezza”, c’è anche “l’incolumità degli agenti”, alle prese con un “sovraffollamento di oltre il 35 per cento della popolazione detenuta complessa e difficile da gestire”.
La richiesta al capo del D.a.p. Bernardo Petralia e al ministro della Giustizia, Marta Cartabia, è chiara, e cioè che vengano sostituiti “con urgenza i vertici del carcere torinese, considerate le forti tensioni”.
“Le politiche penitenziarie – denunciano infine i sindacati - oramai sono completamente concentrate a favore dei soli detenuti, tanto che i veri torturati sono i poliziotti”.
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