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Aereo, treno o bus: ecco qual è il mezzo più sicuro per ridurre il rischio contagio

© Foto : Agenzia Nova / Marco MinnaPresentazione dei nuovi treni per il trasporto regionale di FS nel Lazio
Presentazione dei nuovi treni per il trasporto regionale di FS nel Lazio - Sputnik Italia, 1920, 23.05.2021
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Giovanni Sebastiani, ricercatore del Cnr intervistato da La Stampa, analizza pro e contro dei mezzi di trasporto più usati dagli italiani, in vista dell'aumento delle partenze nei mesi estivi.
Presto potremmo dire addio al coprifuoco e programmare le vacanze estive. Nei prossimi mesi, infatti, complice l’incedere sostenuto della campagna vaccinale e la discesa della curva dei contagi, a spostarsi saranno milioni di italiani. Ma qual è il mezzo più adatto per viaggiare riducendo al minimo il rischio contagio?
In testa alla classifica, secondo Giovanni Sebastiani, ricercatore del Cnr intervistato da La Stampa, c’è il treno, seguito dall’aereo e dal pullman. In realtà, ci tiene a precisare l’esperto dell'Istituto per le Applicazioni del calcolo "Mauro Picone", non esiste un mezzo di trasporto più sicuro in assoluto dal punto di vista della diffusione del virus. Ci sono però tutta una serie di pro e contro che, se comparati, consentono di stilare la classifica.

“Non ce n’è uno molto più valido degli altri due – precisa il ricercatore - ma considerando i diversi aspetti in gioco, come la distanza e il tempo totale di percorrenza, compresi i tempi di attesa o il check-in, si può dare una leggera preferenza al viaggio in treno rispetto a quello in aereo e in pullman”.

Partiamo, allora, dal primo classificato. Tra i vantaggi di viaggiare in treno c’è quello della maggiore distanza tra i passeggeri, del volume di spazio maggiore per le persone e dell’assenza delle procedure di check-in. Per contro, però, il tempo per il ricambio dell’aria rispetto all’aereo, ad esempio, “è doppio”, spiega il ricercatore, e “non c’è una ventilazione di tipo verticale come sull’aereo”.
Sui velivoli, invece, spiega ancora Sebastiani, “c’è un tempo dimezzato per il ricambio totale dell’area e quasi sempre sono presenti dei filtri Hepa che garantiscono il filtraggio di particelle che hanno grandezza maggiore di 0,3 micron”.
Insomma, se è vero che “il virus è grande da 0,05 o 0,14 micron” di solito è veicolato attraverso le particelle di saliva che “hanno una grandezza di 0.4 micron”. La protezione assicurata, quindi, dovrebbe essere del 99 per cento.
“I bagni, però, - osserva Sebastiani - sono di dimensioni molto più piccole rispetto a quelli del treno”. Inoltre, le procedure di check-in necessarie per imbarcarsi e il trasporto in bus fino all’aeromobile, aumentano i rischi di venire a contatto con il Covid.
E poi, nota ancora l’esperto, in aereo “non c’è il distanziamento a scacchiera come sugli altri due mezzi”.
Sul bus, infine, la “distanza minima” rispetto al treno “è più bassa” e “ci si aspetta che ci sia un ricambio d’aria inferiore”.
La buona notizia, però, è che possiamo prendere delle precauzioni per cercare di aumentare il più possibile il livello di sicurezza. Tra i trucchi da adottare, spiega ancora lo studioso del Cnr, c’è quello di indossare la mascherina filtrante, “anche doppia a seconda del tempo di percorrenza”.
“Un altro accorgimento – conclude Sebastiani – è quello di tenere il bocchettone dell’aria aperto in modo che si crei un cilindro d’aria che trasporti in basso le particelle dei nostri vicini”, così da ridurre al minimo il rischio di inalarle.
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