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Variante indiana, meglio due dosi che una per avere la protezione

© REUTERS / Hannibal HanschkeIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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I vaccini contro il coronavirus salvano la vita, e due dosi proteggono meglio anche contro le varianti più ostiche come quella indiana ed inglese (di Kent).
Il servizio di salute pubblica inglese, Public Health England, afferma che per proteggersi dalla variante B.1.617.2, la tristemente nota variante indiana del coronavirus, sono necessarie due dosi di vaccino per garantire una migliore protezione.
Secondo il loro studio, infatti, due dosi di vaccino proteggono l’81% di coloro che hanno ricevuto la doppia dose.
Inoltre, secondo il rapporto sulla sorveglianza farmacologica pubblicata dallo stesso ente venerdì 21 maggio, grazie alle vaccinazioni sarebbero stati evitati 13.000 decessi nel Regno Unito fino al 9 maggio 2021. Di cui 11.100 decessi sarebbero stati evitati nella popolazione sopra gli 80 anni e 1.600 negli individui con età compresa tra i 79 ed i 70 anni.
Il programma di vaccinazione, inoltre, avrebbe evitato circa 39.100 ospedalizzazioni, riporta il report del Public Health England, con età superiore ai 65 anni.
Sempre secondo questo rapporto, il vaccino Oxford/AstraZeneca dopo la seconda dose dimostrerebbe una efficacia nella popolazione inglese compresa tra l’85% e il 90%.
Il Segretario alla Salute, Matt Hancock commentando i dati ha affermato:
“Questi dati dimostrano che i vaccini salvano la vita e proteggono le persone evitando che finiscano in ospedale a causa della Covid-19”.

Ridotti i tempi di somministrazione

Il Regno Unito era stato la prima nazione al mondo ad allungare i tempi del richiamo a dopo la prima dose del vaccino anti-Covid. L’obiettivo era quello di somministrare quante più prime dosi possibile ad una ampia popolazione.
Ora le autorità britanniche invertono la rotta e riducono le tempistiche da 12 a 8 settimane nelle fasce d’età con più di 50 anni, per garantire una migliore copertura contro le varianti.
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