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Sette contee "trumpiane" vogliono la secessione dall'Oregon: "È troppo liberal"

© AP Photo / Brynn AndersonСторонник Дональда Трампа Джейкоб Анджели на митинге в поддержку кандидатов в Сенат Келли Лоффлер и Дэвида Пердью
Сторонник Дональда Трампа Джейкоб Анджели на митинге в поддержку кандидатов в Сенат Келли Лоффлер и Дэвида Пердью - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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La battaglia di sette contee rurali che vogliono staccarsi dall'Oregon per unirsi al vicino Idaho: "Tasse alte e governo troppo liberal, ci lascino andare".
Nelle elezioni del 2020 hanno votato quasi all’unanimità per Donald Trump. Ora almeno sette contee rurali dell’Oregon orientale, tra cui Malheur, Sherman, Grant, Baker e Lake, hanno messo nero su bianco la propria volontà di lasciare lo Stato governato dai democratici ed unirsi all’Idaho conservatore.
Una secessione in piena regola certificata martedì scorso con un provvedimento che chiede alle autorità locali, come riporta il Guardian, di “promuovere e discutere il trasferimento” all’interno del confine orientale dell’Idaho repubblicano. Lo scorso novembre a dare vita ad un'iniziativa simile erano state anche le contee di Union e Jefferson.
Nei territori “secessionisti”, sette in tutto per ora, vivono circa 63mila persone su un totale di 4,2 milioni di residenti dello Stato. A sostenere l’iniziativa, spiega Forbes, è un gruppo no profit chiamato “Cittadini per il grande Idaho”, che recrimina il fatto che i conservatori delle aree rurali vengono tagliati fuori dall’amministrazione democratica.
Tra le ragioni che hanno spinto i residenti delle contee “trumpiane” a chiedere il divorzio dall’Oregon ci sono anche la legge sulla decriminalizzazione delle droghe, votata nel 2020 e l’aliquota fiscale dello Stato, considerata troppo alta.

“Se davvero l’Oregon crede nei valori liberali come l’autodeterminazione, l’amministrazione non terrà le nostre contee prigioniere contro la nostra volontà”, ha spiegato in una nota Mike McCarter, leader del movimento.

Passare dalle parole ai fatti, però, per le contee ribelli, che si reggono principalmente sull’agricoltura, l’industria del legname, miniere e trasporti, non sarà facile. Ad essere d’accordo sulla questione dovrebbero essere entrambe le amministrazioni di Oregon e Idaho, e la decisione dovrebbe essere eventualmente ratificata dal Congresso.
Secondo gli esperti, come Cynthia Nicoletti, professore di Storia alla scuola di legge dell’Università della Virginia a Charlottesville, sentita da Forbes, la Costituzione americana, infatti, consente agli Stati di dividersi, con il consenso di entrambi i governi, ma con l’approvazione del Congresso ed il ricorso alla Corte Suprema nel caso di controversie sui confini.
I sostenitori del "Grande Idaho" però rivendicano il fatto che la loro proposta non è quella di formare un nuovo Stato e che quindi non avrà un impatto sugli equilibri all'interno del Senato.
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