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Record di reati per un 52 enne di Milano: accusato di 280 capi d’imputazione

© AP Photo / Cecilia FabianoControllo di un'autocertificazione da parte dei carabinieri
Controllo di un'autocertificazione da parte dei carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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Ha dell'incredibile la storia di un imprenditore con funzioni di pubblico ufficiale che ha totalizzato 280 capi di imputazione per reati legati alla sua attività imprenditoriale.
Nella vita di un 52 enne di Milano non manca nulla, almeno in termini di capi d’accusa per reati a lui ascritti: 280. Lo riporta il Fatto Quotidiano.
L’uomo è infatti accusato di peculato, usurpazione di funzioni pubbliche, truffa, uso abusivo di sigilli e strumenti vari, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, ed ancora falsità ideologica in certificati o in autorizzazioni amministrative. E così via di seguito.
L’imputato emetteva false certificazioni per passaggi di proprietà di veicoli che non venivano mai registrati, quindi autenticava abusivamente gli atti di vendita e infine intascava le somme pagate dai cittadini.

Una lunga scia di reati

I reati, avrebbero appurato le indagini, sono stati commessi tra il 2014 e il 2019. Dal 2017 alcuni cittadini hanno denunciato il mancato passaggio di proprietà, e da lì sono partite le indagini che hanno condotto all’epilogo di queste settimane.
La sua posizione è aggravata dal fatto che si tratta di un pubblico ufficiale, per questo è scattata anche una procedura d’ufficio.
L’uomo in pratica forniva i tagliandi adesivi dei libretti di circolazione forzando il sistema informatico della Motorizzazione civile, quindi fingeva di riportare sui libretti il passaggio di proprietà, perché in realtà nel sistema della Motorizzazione civile non venivano registrati.
L’uomo nel 2017 e poi nel 2018 era stato ripetutamente sospeso dall’uso della piattaforma e poi in forma definitiva, ma ha continuato a distribuire i sigilli di cui ancora disponeva in modo abusivo.
Nel 2019 la sua attività di consulenza automobilistica è stata chiusa a seguito della revoca della licenza.
L’uomo avrebbe indebitamente ottenuto 64 mila euro accertati, e da qui anche il reato di appropriazione indebita. Ma si ipotizza una somma ben superiore, dal momento che molti pagamenti sono avvenuti con denaro contante.
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