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Per Salvini no mascherine all'aperto già da giugno

© REUTERS / Antonio ParrinelloMatteo Salvini
Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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Per il leader della Lega si potrebbero eliminare del tutto le mascherine all'aperto, a fronte anche delle riaperture delle attività di ristoro e commerciali.
Commentando la decisione degli Stati Uniti di far rimuovere l'obbligo della mascherina a chi è stato vaccinato, anche il leader della Lega Matteo Salvini si è detto a favore della rimozione di questa restrizione, quantomeno negli spazi aperti.
"Io spero di poter togliere il prima possibile le mascherine, perché vorrebbe dire che la popolazione sarà in sicurezza", ha commentato intervenendo a Milano.
Secondo Salvini una decisione simile potrebbe essere attuata in Italia già a partire da giugno, mantenendo l'obbligo soltanto per i locali chiusi, come aveva precedentemente sostenuto anche il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti.
"Segno le riaperture che stiamo ottenendo: centri commerciali, palestre, ristoranti e bar al chiuso da settimana prossima, la mascherina per me all'aperto si potrebbe già a giugno cominciare a ragionare di toglierla", le parole di Salvini.
Statua di uomo con mascherina a Sainte-Croix, in Svizzera - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
La mascherina all’aperto via da agosto, con 20 milioni di vaccinati
Il leader leghista ha poi continuato commentando la nuova proposta sulla tassa di successione del PD, già bocciata da Mario Draghi. Per Salvini, per dare un aiuto concreto ai giovani non bisogna istituire nuove tasse, ma aumentare la tassazione per "chi fa concorrenza sleale ai commercianti italiani".

"Invece di inventarsi tasse di successione, bisognerebbe tassare chi ha lavorato, [...] tassare adeguatamente le multinazionali straniere che fanno affari in Italia e che pagano poco o niente. Penso ad Amazon, 350 miliardi di fatturato e pochi spicci di tasse pagate", ha ribadito.

Il segretario del Carroccio ha anche commentato la denuncia contro 177 migranti per l'illecita percezione del reddito di cittadinanza: "Non è più possibile che il reddito di cittadinanza finisca a mafiosi, delinquenti e clandestini. Quindi chiediamo controlli a tappeto, città per città, perché i soldi che ci sono vengano dati agli italiani davvero in difficoltà".
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