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L'incognita delle elezioni tedesche: così possono fermare il piano di Draghi per la crescita

© REUTERS / Annegret HilseAngela Merkel
Angela Merkel - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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Mentre Draghi chiede politiche economiche espansive per sostenere la crescita, in Germania Friedrich Merz, tra i candidati al posto di ministro delle Finanze in caso di vittoria della Cdu critica gli interventi in deficit del governo tedesco.
"Politiche fiscali restrittive non sono pensabili, la scommessa è sulla crescita, sulla credibilità dei nostri interventi”. Lo ha detto il premier italiano Mario Draghi presentando ai giornalisti il nuovo decreto sostegni bis.
A fronte di un aumento del debito pubblico per far fronte alla crisi prodotta dalla pandemia, la strategia del presidente del Consiglio italiano è quella di una “politica monetaria espansiva” dell’Ue per “stabilizzare i tassi di inflazione nel medio lungo periodo”.
In questo senso, però, le prossime elezioni federali in Germania rappresenterebbero un’incognita e anche un rischio. Un rischio che, secondo un’analisi di Repubblica, ha un nome e un cognome. Friedrich Merz, uno degli esponenti più conservatori della Cdu, potrebbe diventare, infatti, il prossimo ministro delle Finanze, nel caso di una vittoria del candidato cancelliere Armin Laschet.
Ieri in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt Merz ha criticato le politiche di spesa dell’attuale ministro delle Finanze Olaf Scholz, della Spd, e del ministro della Salute, Jens Spahn.

"Abbiamo a che fare con una politica di spesa che è sfuggita di mano in questa coalizione, specialmente da parte socialdemocratica", ha denunciato Merz, mettendo in evidenza come "per la prima volta nella storia della Repubblica c'è un ministro delle finanze che non ha mai corretto seriamente la pagina delle uscite durante tutto il suo mandato".

Merz, che è vice presidente del Consiglio economico della Cdu, si è poi dichiarato contrario alle previsioni di spesa del ministro della Sanità che avrebbe chiesto un sussidio di un miliardo dal bilancio federale. “Queste – ha detto - sono tutte spese che dovranno essere pagate dalla prossima generazione".
Insomma, una linea che sembra essere agli antipodi di quella del premier italiano, che si batte per il mantenimento di politiche economiche espansive a sostegno della crescita. Nei giorni scorsi Merz ha assicurato il suo sostegno a Laschet, che conta su di lui per assicurarsi i voti degli elettori più conservatori.
Sicuramente l’uscita di scena di Angela Merkel segnerà un cambiamento degli equilibri in Europa. Secondo alcuni commentatori ad assumere il ruolo di leadership politica nell’Ue potrebbe essere proprio l’ex presidente della Banca Centrale Europea, magari in asse con il presidente francese Emmanuel Macron.
È proprio un giornale tedesco, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, come ricordava in un’analisi Inside Over, a definire Draghi come una “figura dominante” tra i grandi leader europei. Ma sulla possibilità di nuovi interventi in deficit, l’Italia di Draghi potrebbe dover scontrarsi ancora con il rigore tedesco.
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