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Le ombre sul vaccino italiano, Reithera: "Con stop a finanziamenti a rischio la realizzazione"

© REUTERS / Emilie Madi I medici lavorano in terapia intensiva
I medici lavorano in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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La biotech di Castel Romano commenta le motivazioni alla base della decisione della Corte dei Conti, che la scorsa settimana ha bloccato il decreto con cui il governo aveva stanziato parte dei fondi per lo sviluppo del vaccino made in Italy.
L’interruzione dei finanziamenti per la sperimentazione "rischia di compromettere l'iter di realizzazione del vaccino e pregiudicare la società stessa". È questo il commento di Reithera, la biotech di Castel Romano che sta sviluppando uno dei due vaccini italiani contro il Covid, all’indomani del deposito delle motivazioni della Corte dei Conti, che ha bloccato il decreto con cui il ministero dello Sviluppo Economico aveva stanziato parte dei fondi per la realizzazione del progetto.
Si tratta, ha specificato ancora la società in una nota ripresa dall’Adnkronos, di osservazioni che "riguardano aspetti tecnici non di competenza della società”. “L'azienda – fa sapere Reithera - si è limitata a eseguire quanto di volta in volta indicatole in questo percorso molto lungo”.
Ieri la Corte dei Conti ha messo nero su bianco il perché dello stop al finanziamento. In sintesi, spiega ancora l’Adnkronos, il problema è che l’investimento avrebbe compreso “l’acquisto della proprietà della sede operativa della società”, nel tecnopolo alle porte di Roma. Per contro, la spesa per realizzare “l’impianto di infialamento e confezionamento” del vaccino, si fermava a 7,734 milioni di euro, non raggiungendo la soglia minima di 10 milioni prevista dalla legge.

Secondo la Corte dei Conti, insomma, "il progetto di investimento proposto” per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione clinica del vaccino italiano anti-Covid sarebbe “inconciliabile con la condizione posta dall’art. 15, comma 1, del DM 9 dicembre 2014, secondo cui le spese sono ammissibili 'nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni' e non, come invece risulta dal progetto presentato, per le finalità generali - produttive o di ricerca, anche per conto terzi – perseguite da Reithera, né per le ancor più generali finalità di rafforzare la consistenza patrimoniale dell’impresa".

L’investimento statale, in altre parole, secondo i magistrati, non può essere destinato alla società in generale, ma deve essere finalizzato a “determinate unità produttive".
Ieri, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, aveva comunque riaffermato la volontà del suo dicastero a “contribuire al progetto”. Stavolta, “nelle forme e nei modi consentiti utilizzando diversi e innovativi strumenti”.
Intanto, ai microfoni della trasmissione di Rai 3, Agorà, il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, aveva parlato di buoni risultati nelle prime fasi della sperimentazione.
L’esito della fase 3 dei trial, quella in cui si trova ora il vaccino, dipenderà però, secondo il direttore, “dalla società e dagli investimenti”. Vaia ha comunque assicurato la disponibilità dello Spallanzani a riprendere il lavoro.
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