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La nuova isola artificiale delle Maldive: quando il rimedio peggiora il problema

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaLe Isole Maldive
Le Isole Maldive - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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Il mantra più diffuso oggi tra gli ambientalisti è che stiamo assistendo a un innalzamento delle acque di tutti i mari a causa del riscaldamento climatico e conseguente scioglimento di iceberg e ghiacciai.
Sulla base di questo fenomeno gran parte delle terre emerse sparirà e, tra queste, tantissime isole e isolette che sono già a filo del livello del mare.
Pena la fine della loro carriera e l’emarginazione sociale, sono pochissimi gli scienziati che osano contestare questo assunto ma qualcuno ancora c’è.
In particolare, alcuni ricercatori dell’università di Auckland in Nuova Zelanda che sostengono esistano, almeno in alcune parti del mondo, fenomeni esattamente opposti. Secondo loro le isole Marshall alla fine della seconda guerra mondiale si estendevano per 909 ettari complessivi e nel 2010 la loro superficie terrestre sarebbe cresciuta fino a 946 ettari. Sempre dando fede ai loro studi, anche le isole Kiribati e le Maldive, anziché affondare, avrebbero guadagnato nell’ultimo decennio un più 8% sul livello del mare.
Comunque sia, proprio alle Maldive si è voluto dare il dovuto all’opinione mainstream e, poiché le previsioni non ottimistiche predicono che entro il 2010 la maggior parte delle isolette che compongono l’arcipelago saranno totalmente sommerse, il governo locale ha deciso di costruire un’isola artificiale che possa mettere tutti gli abitanti al sicuro ben prima che il cataclisma avvenga.
I lavori per la costruzione della nuova isola artificiale sono cominciati nell’Ottobre 1997 e sono tuttora in via di completamento. Si tratta di un territorio rubato alle acque con una superficie di circa 4 chilometri quadrati e un’altezza delle coste superiore a 2 metri dall’attuale livello medio del mare.
Il progetto prevede una messa a regime definitiva entro il 2021 con la costruzione di centri residenziali, scuole primarie e secondarie, ospedali, moschee, alberghi di quattro e cinque stelle, spazi per la coltivazione di piante autoctone ed importate e, naturalmente, enormi spiagge.
Oltre alla pianificazione del verde sono previsti bus elettrici, ciclovie, spazi ricreativi, serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana. L’energia, almeno per un terzo del necessario, sarà ricavata dai pannelli solari e ogni edificio pubblico è sistemato in modo da richiedere non più di 200 metri di cammino per essere raggiunto dalle varie abitazioni.
© AP Photo / Kelly ShannonMaldive
Maldive - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
Maldive
Una prima fase era già completata nel 2002 e ospitava circa 1000 residenti mentre alla fine del 2019 gli abitanti erano già arrivati a 50.000.
La previsione è che la nuova isola/città, battezzata Hulhumalé, finisca con l’ospitare 240.000 abitanti e che tutti siano collegati ad una rete internet di ultimissima generazione via fibra ottica. Nell’Agosto 2018 è stato inaugurato un ponte che unisce la nuova isola alla capitale Malè e all’isola aeroporto detta Hulhulé.
Tale ponte è chiamato anche China- Maldive Friendship Bridge poiché è stato finanziato e costruito dai cinesi. Cinesi sono anche la stragrande maggioranza di tutte le società che hanno realizzato la nuova isola, nonostante la seconda fase del progetto sia stata gestita da una società belga, la Dredging International.
La decisione d creare questa avveniristica Smart City non è stata motivata solo dalla previsione dell’aumento del livello delle acque ma anche dal fatto che l’isola capitale, Malé, aveva già raggiunto un livello di densità abitativa enorme:
17.900 abitanti per kilometro quadrato - un record mondiale! (Per dare un’idea, l’Italia ha una densità di circa 206 abitanti per chilometro quadrato).
Le isole sono povere di tutto e i materiali da costruzione provengono dalla Thailandia, dall’Indonesia e dalla Malesia. Per dare un’idea di quanto abitanti (e turisti) siano dipendenti dal resto del mondo, basta ricordare che le uova arrivano da Singapore, le mele dal Sud Africa, la carne dall’Australia e via di questo passo. La popolazione è tutta musulmana e in alcune isole più sperdute la pratica religiosa è particolarmente conservatrice e spesso radicale.
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLa reception di un hotel alle Maldive
La reception di un hotel alle Maldive - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
La reception di un hotel alle Maldive
Sembra che qualche decina di maldiviani si sia recata volontaria nella guerra in Siria e coloro che sono tornati sono osservati con particolare attenzione dai servizi di sicurezza. Proprio pochi giorni orsono un giovane ex presidente, Mohamed Nasheed, conosciuto per le sue lotte ambientaliste e contro ogni radicalismo religioso è stato vittima di un attentato che lo ha ridotto in gravi condizioni, tanto da dover essere trasportato con un volo speciale in Germania due giorni dopo l’attentato.
Gli abitanti sopravvivono principalmente grazie al turismo e alla pesca e, cosa strana considerato che sono il paradiso dello snorkeling per i turisti, la maggior parte degli abitanti autoctoni non l’ha mai praticato né ama immergersi sott’acqua. Il boom delle Maldive non è sempre esistito.
Il primo centro turistico fu aperto proprio da un italiano, tale Giorgio Corbin, un tour operator a caccia di nuove mete. All’epoca non esisteva nemmeno un aeroporto internazionale ma quel primo villaggio, costruito in modo molto spartano come lo erano le abitazioni dei maldiviani, ha aperto la strada e oggi sulle mille e più isole i resort sono un centinaio.
Nonostante la decisione di costruire una nuova isola artificiale sia dovuta principalmente alla reazione contro i rischi causati dal cambiamento climatico, ciò che non sembra essere stato considerato è che, per poter rubare al mare questi nuovi quattro chilometri quadrati, si è dovuto dragare il fondale marino per ottenere i sei milioni di metri cubi di sabbia necessari e la terra vera è stata importata addirittura dal Bangladesh.
Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 13.05.2021
Le Maldive diventano il 65esimo paese a registrare il vaccino russo anti-Covid Sputnik V
Il prelievo e i trasporti necessari hanno causato problemi alle barriere coralline di tutta l’area e l’intorbidimento delle acque ha creato Il problema più grave sulla vita dei coralli cui è stata messa a rischio la possibilità di nutrirsi, crescere e riprodursi a causa dell’offuscamento della luce solare.
Va considerato anche un ulteriore problema, quello relativo allo smaltimento dei rifiuti. Già la questione si era posta con l’arrivo dei numerosi turisti ma la nuova isola-città di 240,000 abitanti non farà che peggiorare la questione. La soluzione trovata è stata quella di costruire un’altra isola artificiale, già realizzata, Thilafushi che raccoglierà i rifiuti di tutto l’arcipelago.
Il passato slogan delle Maldive era: “Il lato solare della vita”. Recentemente è stato cambiato con uno più conciso: “Semplicemente naturali”. Le isole rimangono belle ma, dopo tutti questi interventi artificiali ci sarà da chiedersi se la loro bellezza sarà più paragonabile all’attrattiva “naturale” di una giovane ragazza o piuttosto a quella, un po' artificiosa, di una donna che si è affidata alle solerti cure di un chirurgo estetico.
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