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Caso Denise, l’avvocato: dei due indagati lo abbiamo appreso in TV

© AP Photo / Plinio LepriLa madre della ragazza scomparsa Denise Pipitone con le sue foto a Roma
La madre della ragazza scomparsa Denise Pipitone con le sue foto a Roma - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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Il caso di Denise Pipitone si arricchisce di un nuovo capitolo, ci sarebbero delle persone iscritte nel registro degli indagati. E intanto al testimone della lettera viene rivolto l'invito a fornire altri dettagli.
Per la scomparsa di Denise Pipitone ci sarebbero due iscritti nel registro degli indagati, dopo 17 anni dalla scomparsa della bambina che all’epoca dei fatti aveva quattro anni. A rivelare l’indiscrezione la trasmissione di Rete 4, ‘Quarto Grado’.
Il legale di Piera Maggio, la madre di Denise, ha affermato che loro hanno appreso dalla TV di questa notizia.
L’avvocato Giacomo Frazzitta ha commentato:
“Abbiamo appreso la notizia dalla tv. Mi dispiace che possano esserci simili violazioni del segreto istruttorio non solo per noi, ma anche per gli stessi indagati... sempre che sia vero", riporta l’Adnkronos.
L’avvocato si dice “basito” per la fuga di notizie, perché conosce “la riservatezza e la serietà del procuratore Pantaleo. È una eccellenza della magistratura italiana, una persona illuminata, di grande serietà e compostezza, con grande rispetto per le parti.”

La lettera e il nuovo filone delle indagini

Ad aver convinto i magistrati a riaprire l’inchiesta sulla sparizione di Denise, non è stato il caso di Olesya ma una lettera anonima giunta all’avvocato Frazzitta dopo che la trasmissione russa ha reso noto l’esito dell’esame sul DNA, che ha sancito la non compatibilità con Denise.
Qualcosa si è però mosso dopo Olesya, come anche il Corriere della Sera ha riportato ieri, analizzando questi 17 anni di silenzi omertosi.
E si è così tornati ad indagare nella famiglia della ex moglie di Piero Pulizzi, il padre biologico di Denise.
Ad inizio mese i sopralluoghi nella casa di Anna Corona e poi le nuove analisi sulle impronte digitali di Denise che furono rilevate dalla polizia dopo la sua scomparsa nei luoghi frequentati dalla piccola. Le nuove tecnologie possono essere di grande aiuto a fare luce su quanto accadde 17 anni fa.
Ma è il clima di omertà calato sulla vicenda che ha ostacolato le indagini più di tutto, perché per l’ex pm che indagò sul caso, Maria Angioni, “più persone hanno collaborato al sequestro di Denise Pipitone”, e molti nella “cerchia della famiglia allargata” della ragazzina “hanno fatto qualcosa di sospetto”.

Il testimone

Tutto ora resta appeso alla lettera del testimone, una lettera ritenuta essere interessante anche dall’avvocato Frazzitta e da cui i magistrati probabilmente sono ripartiti per le nuove indagini.
Serve però di più, serve che crolli il muro di omertà eretto sin da subito intorno alla vicenda. Sempre il magistrato Angioni ha detto pubblicamente che lei si rese conto che i familiari posti sotto intercettazione sapevano di esserlo.
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