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Birmania, la difficile partita dei generali - Esclusiva

© Sputnik . Fabio PoleseIl generale NerDah Bo Mya
Il generale NerDah Bo Mya - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
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Secondo NerDah Bo Mya, uno dei capi militari della minoranza etnica che ospita nei propri campi gli oppositori in fuga dalle città, la giunta militare è divisa e rischia di andare a gambe all’aria entro pochi mesi. Ma intanto il vagheggiato sostegno americano sembra ben lontano dal concretizzarsi.
“Stavolta il regime non ha fatto bene i conti, il generale Min Aung Hlaing e gli altri responsabili del colpo di stato rischiano di andare a gambe all’aria entro sei mesi. Da quanto ci risulta all’interno della giunta militare ci sono divisioni profonde.” Il generale NerDah Bo Mya non parla per sentito dire.
Da quando il primo febbraio Min Aung Hlaing, Capo di stato maggiore di Myanmar, ha assunto i pieni poteri dando ordine di sparare sui dimostranti e facendo incarcerare oltre 4mila oppositori tra cui, l’icona della democrazia birmana Aung San Suu Kyi, il capo del Kndo (Organizzazione per la Difesa Nazionale Karen) è al centro di intensi incontri con i responsabili delle altre minoranze etniche protagonisti come i Karen di una lotta per l’indipendenza che dura da decenni.
Figlio del leggendario generale Bo Mya, precursore e leader fin dal lontano 1949 della lotta per l’indipendenza del popolo Karen, il 54enne NerDah è stato tra i primi ad aprire i campi di addestramento delle minoranze etniche agli oppositori in fuga dalle città.
“Dal colpo di stato del primo febbraio ad oggi molti oppositori birmani hanno raggiunto i nostri territori. Noi - spiega il generale - siamo stati felici di accoglierli. Oltre a proteggerli garantiamo loro dei corsi di addestramento in cui imparano a difendersi usando diversi tipi di armi.Faremo di tutto per aiutarli ad affrontare la drammatica situazione del paese. Noi Karen siamo felici di collaborare con chiunque combatta la dittatura e siamo pronti a lavorare insieme per raggiungere la vittoria”.
L’esodo dei militanti fuggiti nelle zone controllate dai Karen e da altre minoranze etniche, pur segnando una novità, non rappresenta una minaccia immediata. L’addestramento degli oppositori e la loro trasformazione in rodati guerriglieri richiede tempo e ingenti forniture di armi. Ma queste restano assai difficili da reperire visto il sostegno garantito da Pechino alla giunta militare e l’alleanza d’interesse tra i generali thailandesi e i loro omologhi di Myanmar. Ed anche il tanto sperato sostegno statunitense non si è, in verità, mai materializzato.
© Sputnik . Fabio PoleseMyanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri
Myanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
Myanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri

“E’ vero… Speravamo che gli Stati Uniti prendessero l’iniziativa facendo qualcosa di concreto, ma purtroppo ci illudevamo - ammette NerDah. Nonostante le promesse di appoggiare l’opposizione si sono ben guardati dal fornirci il minimo aiuto. Pur sapendo che combattiamo per la libertà e la democrazia Washington non ha mosso un dito per appoggiarci”.

Nella migliore ipotesi, dunque, l’alleanza tra oppositori ed etnie ribelli richiederà almeno sei mesi per dare i primi frutti. Assai più preoccupanti per i militari golpisti sono invece le voci riguardanti il malcontento e il disappunto del generale Than Shwe, l’ex-uomo forte del regime che nel 2010 accettò, su pressione statunitense, d’ abbandonare i pieni poteri per dar vita ad un embrione di liberalizzazioni. L’ultra ottantenne generale infuriato per il colpo di mano dei suoi successori starebbe lavorando per riportare il paese alla normalità. Al malcontento di una parte dei vertici militari si aggiungerebbe la presa di posizione di alcune unità delle forze di polizia contrarie alle dure misure repressive imposte dall’esercito.
© Sputnik . Fabio PoleseMyanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri
Myanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
Myanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri

“Stando alle informazioni che ricevo quotidianamente - conferma NerDah - diverse unità di polizia hanno rotto con il regime e si preparano a combatterlo. Questo scontro è particolarmente evidente nelle città dove tra poliziotti e militari non è mai corso buon sangue. Alcuni veterani della polizia sono pronti a raggiungere le aree Karen per unirsi alle nostre forze armate. Quindi direi che la situazione è in piena evoluzione e promette delle evoluzioni senza precedenti”.

Senza precedenti è in effetti l’ondata di misteriosi attentati susseguitisi, da un mese a questa parte, nelle città e in varie zone centrali del paese. Gli attacchi, oltre a bersagliare caserme e unità dell’aviazione impiegate nei bombardamenti dei territori ribelli, vedono l’impiego, fin qui senza precedenti, di Ied, ovvero ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale simili a quelli impiegati fin qui in Afghanistan, Iraq e altre zone mediorientali.
Myanmar, campi di addestramento - Sputnik Italia, 1920, 22.05.2021
Myanmar, dove gli oppositori diventano guerrieri - Esclusiva
Ma chi li sta introducendo in Birmania? E da dove arrivano gli esplosivi impiegati dagli insorti? Se un’ipotesi riguarda le attività insurrezionali dei musulmani Rohingya, infiltrati da gruppi alqaidisti o vicini allo Stato Islamico*, un’altra prende in considerazione proprio l’ipotesi di serie divisioni interne che starebbero favorendo la collaborazione tra gli oppositori e i settori delle forze di sicurezza decisi a rompere con i capi dell’esercito.
*Stato Islamico è il gruppo terroristico bandito in Russia
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