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Studio danese conferma: Dopo la guarigione almeno 8 mesi di immunità dal Covid

© Fotolia / Dan RaceAnalisi di sangue
Analisi di sangue - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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Un'analisi dei dati sull'immunità da COVID-19 effettuata dall'Autorità sanitaria danese ha concluso che è improbabile che coloro che sono stati infettati dal coronavirus possano ammalarsi di nuovo per almeno otto mesi. Lo studio conferma una precedente ricerca italiana che era giunta alle stesse conclusioni.
L’autorità sanitaria danese è arrivata alla conclusione che una guarigione dal Covid-19 garantirebbe una buona immunità naturale per almeno 8 mesi, al contrario rimane ancora titubante sulla resistenza indotta dai vaccini, lasciando aperti interrogativi sulla necessità di rivaccinare.
"Abbiamo esaminato i dati molto attentamente e siamo giunti alla conclusione che l'immunità possa durare anche più di otto mesi", ha sottolineato in un comunicato la vicedirettrice dell'Autorità sanitaria danese Helene Bilsted Probst.
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Tuttavia, la ricerca non ha tratto le stesse conclusioni riguardo ai vaccini, sebbene l’ultima valutazione ufficiale dell’autorità suggerisse che l'immunità dopo la vaccinazione sia efficace e duratura come dopo l'infezione.
“È gratificante che l'ultima ricerca confermi la nostra aspettativa che l'immunità dopo l'infezione duri a lungo. Sulla base di quello che sappiamo sull'effetto dei vaccini, è anche nostra valutazione che questi forniranno un'immunità almeno altrettanto duratura", ha detto Helene Bilsted Probst.
Il COVID-19 è una malattia relativamente nuova per cui i dettagli sui tempi di efficacia dei vaccini, ancora più recenti, come pure gli effetti di questi sul sistema immunitario, rimangono ancora di fatto sconosciuti.
"È ancora troppo presto per dire qualcosa sulla necessità di una nuova vaccinazione, ma ovviamente è un'area che seguiremo da vicino", ha aggiunto la Probst.
All'inizio dell’anno, il Primo ministro danese Mette Frederiksen aveva definito il COVID-19 "parte della nuova realtà", suggerendo che le vaccinazioni sarebbero state necessarie "più e più volte" ed esortando a prepararsi di conseguenza.
Dopo il recupero da un'infezione da virus, il sistema immunitario ne conserva un ricordo. Le cellule immunitarie e le proteine ​​che circolano nel corpo possono riconoscere e uccidere l'agente patogeno se viene incontrato di nuovo, proteggendolo dalla malattia o riducendone la gravità.

Corrispondenza con lo studio italiano

Per il COVID-19, la durata esatta dell'immunità naturale rimane sconosciuta, con i ricercatori che di solito suggeriscono periodi di diversi mesi, ma con una varianza notevole che può dipendere da individuo a individuo.
Lo studio danese pare tuttavia coincidere perfettamente con quello italiano condotta dall'Irccs San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità reso pubblico all’inizio del mese.
"Gli anticorpi neutralizzanti contro il virus Sars-CoV-2 persistono nel sangue per almeno otto mesi dopo l’infezione" si legge nell’articolo pubblicato su Nature Communications dove i ricercatori italiani aggiungono che in caso di nuova infezione il sistema immunitario non si affida soltanto agli anticorpi residui ma riprende a produrne di nuovi.
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