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Stiamo entrando in una ‘età pandemica’? Ecco cosa pensano alcuni scienziati

© Sputnik . The Ministry of Defence of the Russian Federation / Vai alla galleria fotograficaGli specialisti russi, insieme agli specialisti militari italiani, hanno effettuato una disinfezione completa della casa di riposo "Fondazione Martino Zanchi" nella periferia di Bergamo
Gli specialisti russi, insieme agli specialisti militari italiani, hanno effettuato una disinfezione completa della casa di riposo Fondazione Martino Zanchi nella periferia di Bergamo - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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Una fase storica connotata dalle pandemie, potrebbe essere questo lo scenario appena incominciato per l'umanità. A dirlo non un romanziere, ma scienziati internazionali.
Il mondo starebbe entrando in una sorta dei ‘età delle pandemie’, in cui focolai di virus sbocciano qua e là nel mondo d’improvviso.
Questa cupa visione è stata prospettata da 26 scienziati che hanno presentato un rapporto alla Commissione Europea, in occasione del Global Health Summit in corso a Roma.

Per scongiurare scenari apocalittici, quello che serve è una “migliore preparazione in vista delle future minacce pandemiche”, scrive l’Istituto superiore di sanità (Iss) che pure partecipa al Global Health Summit e che ha commentato lo studio dei ricercatori internazionali.

Quello che serve è “l’accesso globale equo alle forniture mediche e agli strumenti necessari ad affrontare il Covid-19 e le altre minacce alla salute, ricerca e innovazione, coinvolgimento dei gruppi di ricerca nei paesi a medio e a basso reddito, sorveglianza integrata delle malattie e condivisione dei dati, ascolto delle indicazioni scientifiche, rafforzamento del personale e dei sistemi sanitari, capacità produttive regionali, fiducia pubblica, governance ben coordinata e salute sostenibile”.

Sars-CoV-2 diventerà endemico

“La probabile traiettoria per il Sars-Cov-2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali a causa della diminuzione dell’immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e/o dell’emergere di nuove varianti che non sono controllate dai vaccini attuali”, evidenzia il rapporto.
Questo significa che “nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei paesi con una bassa copertura vaccinale”.
Ecco perché serve “un’equità globale nell’accesso” ai vaccini, “così come una accettazione diffusa e una somministrazione efficiente” delle dosi vaccinali.
Ciò “è sia un imperativo morale che un’esigenza critica per il controllo della pandemia”, affermano gli scienziati nella loro relazione scientifica.
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