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Scandalo protesi mammarie low-cost: società di certificazione risarcirà migliaia di donne

© Depositphotos / VitalikRadkoMedici reggono cuore di gomma
Medici reggono cuore di gomma - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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La corte d'appello di Parigi ha condannato la società di certificazione TUV Rheinland a risarcire migliaia di donne con protesi mammarie difettose prodotte dalla Pip.
Rottura con perdite di silicone, infiammazioni, ma anche conseguenze gravi, come il cancro al seno. Sono migliaia in tutto il mondo le donne che hanno messo sotto accusa le protesi mammarie della Poly Implants Protheses (Pip).
La vicenda giudiziaria, che coinvolge migliaia di soggetti, è iniziata dieci anni fa. Oggi la Corte di appello di Parigi ha riconosciuto la responsabilità nella vicenda della società TUV Rheinland. Secondo quanto si apprende dall’Agi, l’azienda con sede in Germania e una sua sussidiaria francese, dal 2006 al 2010 si sarebbero rese protagoniste di “violazioni e astensioni colpose nelle loro missioni e obblighi nell'esecuzione del monitoraggio del sistema qualità” delle protesi realizzate con silicone di scarsa qualità al posto del materiale autorizzato.
Per questo la corte parigina, ha disposto la condanna al risarcimento nei confronti di centinaia di donne. L’azienda tedesca contesta la decisione della corte, citando una precedente sentenza della corte di giustizia dell’Ue e rivendicando di aver agito con “diligenza”.
Festeggiano, invece, gli avvocati delle donne che hanno denunciato. Olivier Aumaître, legale di circa 2.700 vittime ha esultato di fronte a quello che definisce un “felice esito che mette definitivamente fine ai dubbi sulla responsabilità di TUV”.
"Sono contento – ha detto alla Bbc – per tutte le donne che rappresento, che da tanto tempo stanno soffrendo e aspettano una decisione di questo tipo”.
Anche nel Regno Unito ci sono centinaia di donne che chiedono di essere risarcite. Oliver Thorn, avvocato che ne rappresenta circa 500, ha spiegato come molte di loro sono costrette a tenere gli impianti di scarsa qualità, con tutti i rischi del caso, perché non hanno denaro a sufficienza per rimuoverli.
Dal 2001 al 2010 sono state circa un milione le protesi vendute dall’azienda che per risparmiare sui costi ha usato materiale di scarsa qualità.
La Bbc ha raccolto la testimonianza di una donna, Jan Spivey, che dopo essersi fatta impiantare le protesi della Pip ha avuto un cancro al seno ed ha dovuto subire una mastectomia. Sono “esausta ma piena di gioia”, ha detto commentando la decisione del tribunale francese. “Ancora oggi le protesi della Pip hanno un impatto sulla mia vita, il mio benessere e la mia salute”, si è sfogata ai microfoni dell’emittente britannica.
Quello delle protesi low cost della Pip è uno scandalo di dimensioni enormi. La società è stata liquidata nel 2010 e il fondatore condannato al carcere dopo la scoperta dell’utilizzo di silicone industriale non adatto all’utilizzo per scopi chirurgici.
Secondo i dati della Bbc sarebbero 400mila nel mondo le donne che hanno ricevuto le protesi mammarie incriminate.
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