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Salvini contro Letta: un radical chic, mi è bastato incontrarlo una volta

© AP Photo / Riccardo De Luca / Hassene DridiIl leader del PD, Enrico Letta e il segretario leghista Matteo Salvini
Il leader del PD, Enrico Letta e il segretario leghista Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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Salvini spera di non dover più incontrare Letta, che considera un "radical chic" sbarcato dai salotti di Parigi dove si era ritirato nel 2014.
Salvini dice cosa pensa del nuovo segretario del Partito Democratico su Il Foglio, dopo l’ultima proposta sulla dote ai 18 enni.
Per Matteo Salivini, Enrico Letta sarebbe “un radical chic, figlio dei salotti” e crede che “sia ossessionato da me” aggiunte il segretario della Lega.
“Devo dire che mi ha deluso: questi anni a Parigi gli hanno fatto male, pensavo meglio”.
Ma l’ultima proposta di Enrico Letta sulla dote ai 18enni alimentata da una tassa di successione da addebitare ai più ricchi d’Italia, è solo l’ultima delle proposte ed uscite che hanno urtato Salvini.
In precedenza il segretario del Pd aveva detto che Salvini deve giustificare la sua presenza nel governo europeista di Mario Draghi. Ed ancora la proposta della cittadinanza italiana ai figli di stranieri residenti in Italia e che qui nascono.
“Gli piacerebbe che noi uscissimo dal governo: se lo scorda. Adesso vediamo che succederà. Di sicuro noi stiamo dentro e stiamo bene”.
Tuttavia alcuni giorni fa è stato proprio Salvini in una intervista rilasciata al Corriere della Sera ad affermare che questo governo, quello di Mario Draghi, non è quello che farà le riforme. In ambito politico la sua affermazione è stata accolta come una intenzione di staccare la spina a Draghi subito dopo avere ottenuto la riapertura delle attività produttive.

Letta disposto a venire a patti con Salvini

Enrico Letta, pur di ottenere la dote economica per i 18 enni è disposto a venire a patti con Salvini. La merce di scambio è un compromesso sulla legge elettorale più favorevole al centrodestra, in cambio della dote il cui obiettivo spiega Letta è evitare che i giovani restino a casa dei genitori fino a 30 anni, o si trovino nelle condizioni di dover espatriare.
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