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Programmi di sviluppo, 14 distretti del cibo scrivono al Governo

© Sputnik . Evgeny UtkinMercato di frutta e verdura
Mercato di frutta e verdura - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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L'appello del settore agroalimentare per lo sblocco dei fondi a quei progetti che potrebbero fornire una solida base per la ripresa economica del paese.
Sono 20 i programmi di sviluppo presentati da centinaia di imprese italiane dell’agroalimentare, riunite in consorzi e nei distretti del cibo, per superare la crisi economica della pandemia da coronavirus.
Progetti che, tuttavia, rimangono fermi in attesa che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali aumenti le risorse per l'avvio dei contratti. I responsabili dei 14 distretti si sono quindi rivolti alla politica, nello specifico ai ministri Stefano Patuanelli del Mipaaf, a Mara Carfagna di Sud e Coesione territoriale, a Gian Marco Centinaio, sottosegretario alle Politiche Agricole, a Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, e ai presidenti e assessori regionali dell'Agricoltura.
“Riteniamo fondamentale portare una proposta che unisca il Paese. Questi progetti per un totale di 315 milioni di euro [...] potrebbero costituire la base di partenza per rimettere in modo l’economia nazionale”, si legge nella nota. “Chiediamo [alla Conferenza delle Regioni] di attivare immediatamente la procedura coprendo la restante parte di circa 170 milioni di euro con le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione perché quelle rese disponibili dal Mipaaf di appena 25 milioni di euro sono insufficienti”.
I firmatari hanno anche richiesto di congelare i termini di risposta al Ministero per l’accettazione del contributo e l’avvio delle progettualità fissati in trenta giorni.
“Sarebbe inspiegabile rinunciare o ridurre i programmi di investimento per carenza di fondi. Basti pensare che, nelle linee presentate dal Ministro Stefano Patuanelli, i contratti di Filiera e di Distretto sono indicati come strategici per lo sviluppo del settore agroalimentare e destinatari di risorse finanziarie adeguate. Oggi con la nostra proposta si può dare piena e concreta attuazione a questa indicazioni del Mipaaf”.
I programmi di investimento, se venissero realizzati al completo, coinvolgerebbero 10 Regioni da Nord a Sud: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e sono in linea con le indicazioni del PNRR.
Sarebbero volti a favorire l’economia circolare, la transizione ecologica e contribuirebbero a raggiungere alcuni degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti nell’Agenda 2030 dell’ONU, dall’European Green Deal e dal Piano nazionale di ripresa NextGen Italia.
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