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Paesi Ue decideranno da soli su riconoscimento certificati con vaccini non autorizzati dall'Ema

© Sputnik . Ramil Sitdikov / Vai alla galleria fotograficaUn'addetta dell'aeroporto di Domodevo consegna ad un passeggero il certificato di vaccinazione in inglese
Un'addetta dell'aeroporto di Domodevo consegna ad un passeggero il certificato di vaccinazione in inglese  - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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I Paesi dell'Unione Europea decideranno autonomamente in merito al riconoscimento o meno dei certificati sul coronavirus emessi da altri Stati della Ue con vaccini non autorizzati dal regolatore europeo dei farmaci, secondo un comunicato diffuso dal Parlamento Europeo a margine dei colloqui nel Consiglio d'Europa.
In precedenza, il Parlamento europeo e il Consiglio d'Europa avevano annunciato di aver raggiunto un accordo preliminare sull'attuazione del certificato di coronavirus nella Ue. Il 26 maggio l'accordo sarà votato dalla commissione parlamentare per le libertà civili e durante la sessione plenaria del 7-10 giugno si svolgerà una votazione finale per l'approvazione dell'accordo. Dall'Europarlamento assicurano che il pacchetto legislativo potrebbe entrare in vigore il 1° luglio.
"I Paesi della Ue devono riconoscere i certificati di vaccinazione rilasciati da altri Paesi membri della Ue alle persone immunizzate con i vaccini approvati dall'Ema (Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca e J&J). Inoltre gli Stati membri decideranno in modo indipendente sul riconoscimento o non riconoscimento dei certificati di vaccinazione di altri Paesi della Ue con vaccini autorizzati per uso di emergenza dall'Oms o con un vaccino che ha superato l'autorizzazione nazionale per uso di emergenza ", si afferma in una nota.
Allo stesso tempo il presidente della commissione europarlamentare per le libertà civili Juan Fernando Lopez Aguilar, rispondendo alla domanda sulla possibilità di ingresso con il vaccino russo Sputnik V non ha escluso che se un Paese europeo è d'accordo con un altro Stato sul riconoscimento di un vaccino non autorizzato nella Ue, ad esempio per l'ingresso di turisti, "può farlo unilateralmente, ma ciò significherebbe, in linea di principio, andare oltre i limiti della strategia europea".

Il certificato UE per gli spostamenti

Il 17 marzo la Commissione Europea ha presentato un disegno di legge sull'introduzione dei certificati digitali sul coronavirus nella UE, che conterrà tre opzioni di dati: informazioni sulla vaccinazione contro il coronavirus, un test PCR negativo, o l'avvenuta guarigione e la presenza di anticorpi. In base ai documenti della Commissione Europea, saranno riconosciuti i vaccini autorizzati a livello centrale dall'Europa, tuttavia i Paesi membri avranno il diritto di riconoscere se lo vorranno altri vaccini.
Questo pass può essere utilizzato utilizzando un telefono cellulare e un codice QR. Secondo le autorità europee, i green pass dovrebbero, da un lato, escludere la discriminazione e, dall'altro, consentire di accelerare il ritorno alla normale circolazione della gente tra i Paesi dell'Unione Europea.
Secondo la proposta della Commissione Europea, l'uso del certificato sarà limitato nel tempo e scadrà dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità avrà dichiarato la fine della pandemia, e i dati trattati sarebbero stati minimi e protetti secondo gli standard dell'UE.
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