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Marco Rizzo a Sputnik: la sinistra ha tradito il popolo - Esclusiva

© Foto : Marco RizzoMarco Rizzo
Marco Rizzo - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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Chi si batte in Italia sulle questioni del lavoro, della famiglia e della sanità? La sinistra con il Pd in testa è troppo occupata ad approvare il ddl Zan, a promuovere la pratica dell’utero in affitto e il gender nelle scuole.
I temi che preoccupano il Paese, soprattutto in un periodo di crisi, sono il lavoro e la sanità, ma pare che una certa sinistra si batta per tutt’altre cause. “Il popolo, inteso la classe lavoratrice e le persone che vivono nelle periferie, odia la sinistra, perché la sinistra l’ha tradito”, questa è l’opinione espressa in un’intervista in esclusiva a Sputnik Italia da Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista.
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Marco Rizzo - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
Marco Rizzo
— Marco Rizzo, dov’è finita la sinistra italiana?
È stato un processo lungo di mutazione genetica che è già iniziato nel Partito Comunista italiano negli anni ’70-’80 e che ha portato allo scioglimento del partito. Qualcuno potrebbe chiedere com’è possibile che da Antonio Gramsci si possa arrivare a Letta, a Zingaretti e a Renzi. È stato un po’ come un carciofo: un carciofo ha molte foglie che sono state sfogliate una alla volta.
Già negli anni ’70 sono mutate all’interno del partito comunista alcune direttrici: l’eurocomunismo, il compromesso storico, la fine della spinta propulsiva della rivoluzione d’ottobre, la scelta dell’ombrello della NATO e poi vi è stata una serie di adesioni, come ad esempio quella ai diritti civili; poi va citato un certo femminismo, un ecologismo da salotto. Sono tutte cause che hanno portato allo scioglimento del partito comunista e al cambio del nome. Liberati da quel simbolo, il simbolo del lavoro, la sinistra e quello che è diventato il partito democratico sostanzialmente sono divenuti un partito radicale di massa, intendo un partito neoliberista e un partito incentrato sulla sostituzione dei diritti sociali con i diritti civili.
— Dopo il primo maggio, come abbiamo visto, si è parlato solo di Fedez e del ddl Zan. Del lavoro si sono dimenticati tutti. Possiamo dire che il Pd si è allontanato dal popolo e dai suoi veri problemi, fra cui il lavoro?
Purtroppo queste scelte ci obbligano a dire che il popolo, inteso la classe lavoratrice e le persone che vivono nelle periferie, odia la sinistra, perché la sinistra l’ha tradito. Si è rivolta dal punto di vista economico alle banche, all’Unione Europea, alla NATO, ai potentati economici del mondo. Dal punto di vista ideale ha sostituito le questioni sociali, per citarne una il lavoro e la battaglia contro le morti sul lavoro, con i diritti civili.
Vorrei precisare: non è che i diritti civili non siano importanti, ma questa sinistra ha volutamente anteposto i diritti civili a quelli sociali. Mentre cancellava l’articolo 18 da una parte, apriva al discorso dell’utero in affitto, apriva al discorso del gender nelle scuole e via di questo passo. Ci sono dei diritti importanti che vanno confermati e ampliati: sono assolutamente d’accordo sulle unioni civili, sono ferocemente contrario all’utero in affitto.
Bambino - Sputnik Italia, 1920, 18.04.2019
Quel grande business chiamato “utero in affitto”
L’utero in affitto è uno dei cavalli di battaglia del Pd.
Nel momento in cui il Pd è a favore dell’utero in affitto è contrario ai diritti dei lavoratori. La sostituzione avviene contemporaneamente. Mentre la sinistra toglie l’articolo 18, sposa la causa dei diritti civili.
— Possiamo dire che proprio per questi motivi i temi come il lavoro e la famiglia sono passati un po’ più a destra, non crede?
È una percezione sbagliata, la destra non ha mai garantito i diritti sul lavoro. Una parte della popolazione ha votato per la destra più per vendetta nei confronti della sinistra che non per un’adesione. Non si può pensare che la destra possa garantire i diritti del lavoro, non l’ha fatto, perché le deregolamentazioni sono state fatte dai governi di destra e di sinistra.
Se poi ampliamo il discorso su questa destra e questa sinistra scopriamo che sono due facce della stessa medaglia. Pensiamo ad esempio alle questioni internazionali. Avete davanti un Pd che è diventato il più fedele esecutore euro atlantico, ma basterebbe guardare la Lega di due anni fa: attenta ad un mondo multipolare incentrato su buoni rapporti con la Russia e molto scettica sull’Unione europea. Oggi vediamo una Lega pro Israele, totalmente allineata all’Unione Europea e assolutamente atlantica e antirussa. Anche i leghisti hanno fatto una piroetta. Sono due facce della stessa medaglia questa destra e questa sinistra. Per non parlare poi del Movimento 5 stelle che ha detto delle cose, ma ha fatto totalmente il contrario.
— Parliamo di un tema fondamentale soprattutto ora che viviamo una pandemia. La sanità ha subito continui tagli negli ultimi anni. Secondo lei tornerà nuovamente centrale dopo il Covid?
Il tema della sanità per noi è sempre stato un tema centrale, oggi è diventato un tema centrale anche dal punto di vista strategico. Una nazione che sa difendere la salute del proprio popolo è strategicamente più avanti di un’altra che non lo sa fare. Pensiamo alla ricerca: un ospedale vale più di una corazzata o di una portaerei. Il nostro Paese da questo punto di vista è totalmente privo di sovranità, perché una recente sentenza della Corte dei Conti ha bloccato i finanziamenti per avere un vaccino italiano.
La questione fondamentale per la soluzione del Covid sta nella medicina territoriale, però mancano le risorse: sono stati tagliati 37 miliardi di euro negli ultimi 10 anni, ma anche la catena degli aiuti europei vede il settore della sanità messo per ultimo. L’Italia avrà nel Recovery Fund meno di 20 miliardi di euro in 6 anni per la sanità, quando invece l’Italia spende per le spese militari 20 miliardi di euro ogni anno. La disparità è palese.
L’Italia è nel ruolo di colonia del blocco euro atlantico. Basti pensare che quando abbiamo avuto per svariati mesi 500 morti al giorno si preferiva tenere 500 morti di Covid piuttosto che avere il vaccino Sputnik. Lo ha potuto fare San Marino che è un piccolo Paese rispetto ad una grande potenza come l’Italia, che non ha potuto esercitare la sua sovranità. Perché San Marino può fare questo? Perché San Marino non è nella NATO e perché non è nell’Unione Europea.
Il premier italiano Paolo Gentiloni - Sputnik Italia, 1920, 03.11.2017
Italia strozzata da euro, Ue e NATO
— In politica estera quindi l’Italia come si dovrebbe muovere secondo lei per risolvere tanti dei suoi problemi?
Io sogno un Paese indipendente, un Paese che sa valorizzare le sue conoscenze tecnologiche, le sue conoscenze professionali, la piccola e la media imprese, che dà la piena occupazione come valore strategico. Tutti devono lavorare, si può lavorare meno, ma tutti devono lavorare e vivere meglio. Dal punto di vista del commercio vorrei che l’Italia potesse commerciare liberamente con gli Stati Uniti, con tutti i Paesi dell’Unione Europea, con la Russia, con la Cina, con l’Iran e con tutti i Paesi del mondo.
— Quali sono le lotte principali per cui si batte il suo partito?
Noi vogliamo ricostruire un’idea di socialismo per il nostro Paese, lo facciamo partendo dalle grandi idee di Antonio Gramsci e dalla grande esperienza della storia del movimento operaio comunista dell’Italia. Noi non ci pentiamo di essere comunisti e, infatti, vogliamo sottoporre le nostre idee anche ai non comunisti, perché sono idee di progresso e di civiltà. Per questo motivo presentiamo le liste alle elezioni amministrative nelle più importanti città: a Torino, a Milano, a Roma.
Abbiamo delle candidature indipendenti: a Torino Daniela Talarico, un avvocato importante del cosiddetto del sovranismo di sinistra, a Milano abbiamo Carlo Formenti, un grande intellettuale, a Roma il leader di Patria Socialista, Igor Camilli. Vogliamo dare il senso di ricostruzione del nostro Paese in termini di classe, in termini marxisti di un’accezione nazionale così come intendeva Gramsci.
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