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I dubbi sull'efficacia dei vaccini sui trapiantati: "L'Italia lanci uno studio e valuti terza dose"

© REUTERS / Clodagh KilcoyneIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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Le associazioni di pazienti trapiantati e immunodepressi lanciano l'allarme sulla scarsa efficacia dei vaccini e chiedono al governo di lanciare una campagna di test sierologici per verificare la comparsa degli anticorpi: "Si valuti se somministrare una terza dose ai più fragili".
Il vaccino anti-Covid potrebbe avere un’efficacia minore sui pazienti oncologici, trapiantati o affetti da malattie autoimmuni.
È quanto rivelato, nelle scorse settimane, da uno studio americano, ripreso da Repubblica, che ha messo in luce come su 436 pazienti che hanno subìto un trapianto di cuore, reni o fegato, immunizzati con i vaccini prodotti da Pfizer o Moderna, una percentuale minima di appena il 17 per cento ha sviluppato una quantità apprezzabile di anticorpi.
Altri studi, come quello del Robert Kokh Institute e della John Hopkins University, parlano di un attecchimento dei vaccini ad Rna messaggero su un totale del 45 per cento delle persone immunodeprese. Per questo ora le principali associazioni di trapiantati chiedono che ai pazienti fragili venga riservata una terza dose di vaccino.

“Il vaccino contro il Covid fatica ad attecchire su pazienti il cui sistema immunitario è compromesso. Primi tra tutti i trapiantati che, a causa dei medicinali antirigetto, devono fare i conti con difese estremamente basse”, denunciano Aned Onlus, Acti e Aitf in una nota.

Tra le richieste delle associazioni al governo, oltre che la previsione di una dose aggiuntiva rispetto al resto della popolazione, c’è anche quella dell’avvio di una “campagna di monitoraggio a livello nazionale, per accertare l’efficacia del vaccino su queste persone”.
In Italia, infatti, manca ancora uno studio che valuti l’efficacia dei vaccini su questi pazienti. Sono sempre di più, infatti, le persone dializzate, trapiantate e immunodepresse in generale, costrette a ricorrere al fai-da-te e ad acquistare “test sierologici a pagamento pur di verificare il grado di risposta della terapia vaccinale, che per molti di loro è già arrivata alla seconda somministrazione”.
“Gli studi internazionali su questo argomento – ricordano le associazioni – hanno già spinto Francia e Germania a prevedere una terza somministrazione per immunodepressi, trapiantati e pazienti oncologici”.
“L’Italia – è l’appello al governo Draghi - deve fare altrettanto, prevedendo anche una campagna di test sierologici a tappeto, per verificare i livelli di attecchimento del vaccino sulle persone più fragili, che oggi sono giustamente preoccupate”.
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