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Dai brevetti sui vaccini ai dati: il Global Health Summit inaugura il "multilateralismo sanitario"

© Filippo AttiliIl premier Draghi in conferenza stampa
Il premier Draghi in conferenza stampa - Sputnik Italia, 1920, 21.05.2021
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A Roma si apre il Global Health Summit, al quale partecipano i leader dell'Ue, dell'Oms e del G20, per tracciare le linee guida della risposta globale alle prossime sfide sanitarie
Una soluzione di compromesso sulla sospensione dei brevetti, che coniuga la difesa della proprietà intellettuale con alcune deroghe temporanee a questi diritti come la “licenza obbligatoria dagli Stati innovatori a quelli imitatori” per consentire ai Paesi in via di sviluppo di produrre autonomamente i vaccini anti-Covid.
È uno dei sedici principi che verranno enunciati nella Dichiarazione di Roma, il documento conclusivo del Global Health Summit che si apre oggi nella Capitale alla presenza del premier italiano Mario Draghi e della presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen.
Obiettivo del summit, al quale partecipano i rappresentanti degli Stati membri del G20, i capi di Stato e di governo di Portogallo, presidente di turno dell’Ue, Norvegia e Svizzera, il direttore generale dell'Oms Tedros Ghebreyesus, la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, ed esponenti della società civile, come Bill Gates, è quello di rendere il mondo più preparato ad affrontare le prossime sfide sanitarie e costruire un sistema più equo.
Il documento finale, che verrà presentato nella conferenza stampa che chiuderà l’evento rappresenterà, assicurano fonti diplomatiche all’Ansa, la pietra miliare del nuovo approccio sanitario multilaterale. Lo scopo, si legge sulla stessa agenzia di stampa, sarà "evitare che nuove crisi sanitarie possano avere effetti drammatici in termini di vite umane, in termini economici e sociali”. Capitalizzare, insomma, l’esperienza del Covid per cercare di trarne una lezione utile per il futuro.
La presidenza del Consiglio italiana parla della dichiarazione di Roma come una “solida guida per un cambiamento strutturale nel medio e lungo periodo, da realizzarsi attraverso la cooperazione internazionale e l'azione comune per prevenire future emergenze sanitarie globali”.
All’elaborazione dei principi contenuti nel documento ha partecipato anche la società civile attraverso una consultazione online lanciata il mese scorso, focalizzata sugli strumenti e le risorse per prevenire e rispondere “alle future emergenze sanitarie globali”. La relazione conclusiva sarà redatta dalla Commissione Ue e dalla presidenza italiana del G20 e costituirà una delle basi su cui poggerà la dichiarazione di Roma.
Tra le novità più importanti, oltre al compromesso sui brevetti, ci sarà un impegno di tutti i Paesi, compresi Usa, Russia, Cina e Regno Unito, proprio a favore del “multilateralismo” sanitario.
Bando, quindi, ai nazionalismi o ai blocchi sulle esportazioni dei vaccini. Nel documento, secondo quanto riferisce Askanews, ci sarà anche un’apertura significativa - e inedita per alcuni Paesi, come la Cina - sullo scambio di “dati e informazioni” in caso di nuove emergenze sanitarie.
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