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Due stati indiani dichiarano un’epidemia di mucormicosi, il mortale fungo nero correlato al covid

© AP Photo / Mahesh Kumar AМедицинский работник проводит тест в Индии
Медицинский работник проводит тест в Индии - Sputnik Italia, 1920, 20.05.2021
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Gli stati indiani del Rajasthan e del Telangana hanno annunciato un'epidemia di mucormicosi, la malattia fungina nota come ‘fungo nero’ o ‘muffa nera’.
"Il numero di pazienti con mucormicosi nello stato continua ad aumentare a causa dell'impatto del COVID-19. La mucormicosi si manifesta come un effetto collaterale del COVID-19 ... L’epidemia è notificata in tutto lo Stato", si legge in un avviso firmato dal Primo Ministro della Sanità del Rajasthan Achil Arora.
In questo Stato, che si trova nel nord-ovest del Paese ai confini con il Pakistan e che ha una popolazione di circa 70milioni di abitanti, sono attualmente un centinaio i pazienti con questa malattia. Per loro è stato creato un dipartimento speciale presso il Sawai Man Singh State Hospital. La maggior parte dei casi proviene dalle città di Jaipur, Jodhpur, Sirohi e Kota.
Non meno preoccupante la situazione nel Telengana, Stato del centro-sud con 35 milioni di abitanti circa. Come notato dal ministro della Salute dello Stato, Srinivasa Rao, qui la mucormicosi è dichiarata una malattia "soggetta a notifica ... in conformità con l'Epidemic Diseases Act del 1897".
"Tutte le strutture sanitarie pubbliche e private sono tenute a seguire le linee guida per lo screening, la diagnosi e il trattamento della mucormicosi emanate dal Ministero della Salute e del Benessere Familiare, dal Governo dell'India e dall'Indian Medical Research Council. Inoltre, tutte le strutture sia pubbliche che private sono tenute a segnalare tutti i casi sospetti e confermati al Dipartimento della Salute", è scritto nel decreto del governo del Rajasthan.
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La mucormicosi

La mucormicosi è una rara infezione fungina che colpisce soprattutto le persone con livelli di immunità relativamente bassi. La malattia è caratterizzata da un'ifa che cresce dentro e attorno ai vasi sanguigni, cioè filamenti che crescono e si diramano facendosi spazio tra i tessuti a partire da un’infezione in genere rinocerebrale.
I sintomi derivano dalle lesioni necrotiche invasive nel naso e nel palato causate dalla crescita e diffusione dell’ifa. Dolore, febbre, cellulite orbitaria, proptosi, e secrezione nasale purulenta sono i sintomi primari. Possono seguire sintomi del sistema nervoso centrale.
L’ifa può svilupparsi anche nei polmoni causando tosse produttiva, febbre elevata e dispnea e/o giungere al cervello, con decorso in questo caso quasi sempre mortale. Nei casi avanzati, tale infezione, anche se trattata aggressivamente con la chirurgia invasiva per rimuovere il tessuto necrotico, ha tassi di mortalità comunque elevati. In letteratura si registrano svariati casi di soggetti salvati dalla chirurgia ma a costo di asportazioni di occhi, mascella o naso.
La malattia può svilupparsi in coloro che vengono a contatto con spore fungine nell'ambiente o dopo che il fungo è entrato nella pelle attraverso un taglio, un graffio o una bruciatura. I soggetti maggiormente a rischio sono quelli con diabete o gravemente immunodepressi, come nei casi di coloro la cui immunità è stata messa a dura prova dopo aver combattuto contro una malattia, come nel caso del coronavirus.
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