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Test con gas e idrogeno per l’acciaio green. I primi passi di Snam, Rina e Giva

© Sputnik . Pavel Lisitsyn / Vai alla galleria fotograficaL'acciaio laminato a freddo prodotto in Russia
L'acciaio laminato a freddo prodotto in Russia - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
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L’esperimento, il primo a livello mondiale, è stato realizzato con successo nello stabilimento di Rho e apre le porte alla transizione energetica.
L’acciaio sostenibile sta iniziando a muovere i suoi primi passi. Lo dimostra il primo test al mondo realizzato a Rho, in provincia di Milano, con una miscela di gas naturale e idrogeno al 30%.
Il mix è stato usato per i processi di forgiatura nella lavorazione dell’acciaio su scala industriale. A promuovere questa prima assoluta sono state Snam, che ha sviluppato in prima linea il progetto, Rina, che si è occupata delle prove di laboratorio, certificazione e analisi, e il Gruppo Giva, leader della lavorazione dell’acciaio che ha messo a disposizione l’impianto, come spiegano le società in una nota e in un tweet.

Il test

Per la sperimentazione è stato impiegato il mix di idrogeno e gas per riscaldare i forni dell’impianto di Forgiatura A. Vienna.
Il test ha avuto successo ed è il frutto di un anno di studi ed esperimenti.
La miscela di metano e idrogeno è stata fornita da Sapio, azienda italiana specializzata nella produzione e commercializzazione di gas industriali e medicinali.
"L'idrogeno – ha commentato Marco Alverà, amministratore delegato di Snam – può diventare nel medio-lungo termine la soluzione per decarbonizzare il settore siderurgico e tutte le industrie con un consumo intensivo di energia, il cui ruolo nella nostra economia è fondamentale”.
Per questo motivo secondo l’Ad questa sperimentazione “è una tappa propedeutica alla progressiva introduzione di idrogeno a zero emissioni”.
La filiera nazionale dell’idrogeno, parte integrante del progetto di transizione energetica del nuovo ministero istituito dal governo Draghi sembra più vicina e più vicina sembra la decarbonizzazione di impianti come l’ex Ilva di Taranto.
Per il presidente e ad di Rina, Ugo Salerno, il test “è la dimostrazione concreta che la filiera italiana dell’idrogeno può contribuire significativamente a decarbonizzare settori energivori e complessi come quello siderurgico”.
E infine secondo Jacopo Longhi Vienna (direzione GIVA) “questo progetto quindi è solo l'inizio di un percorso che ci vedrà coinvolti per molti anni".

Un mix pulito senza costi aggiuntivi

Secondo le tre società per utilizzare la miscela non è stato necessario effettuare alcuna modifica all’impianto e il mix di metano e idrogeno non ha avuto impatti né sulle apparecchiature in uso (bruciatori industriali) né sulle caratteristiche del prodotto finale trattato termicamente.
Il potenziale del progetto in termini di sostenibilità ambientale e competitività economica è rilevante: si stima infatti che l'utilizzo permanente di una miscela del 30% di idrogeno verde, ottenuto cioè con fonti rinnovabili, sul totale del gas consumato dai tre stabilimenti di forgiatura del Gruppo GIVA porterebbe a una riduzione delle emissioni di CO2 nell'ordine delle 15.000 tonnellate annue, l'equivalente di circa 7.500 auto.
E oltre al risparmio per l’ambiente ci sarebbe anche un risparmio economico sulla CO2 emessa: circa 800.000 euro all’anno.
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