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On. Grimoldi (Lega): Ricollocamento dei migranti nelle regioni del Nord diventa insostenibile

© Foto : Clara StatelloI migranti in Italia
I migranti in Italia - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
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Gli sbarchi sulle coste siciliane proseguono quasi a cadenza giornaliera, inevitabile quindi il trasferimento dei migranti verso il resto della penisola. Ed è appunto sulla questione dei ricollocamenti che si sta esacerbando lo scontro tra le forze politiche. La Lega non è d’accordo!
Davanti alla notizia da parte del Ministero dell’Interno sul possibile trasferimento dei migranti verso il Nord, la Lega non ha esitato a manifestare il suo dissenso.
Il deputato e commissario della Lega della Liguria Edoardo Rixi ed il responsabile enti locali della Lega, sempre della Liguria, Matteo Camiciottoli hanno subito affermato: “Il Viminale ha avvisato i sindaci che venerdì prossimo saranno distribuite sul territorio ligure alcune decine di immigrati irregolarmente sbarcati in Italia negli ultimi giorni. Ovunque amministri la Lega non c’è spazio e non ci sono soldi. Ogni euro in cassa sarà usato per aiutare famiglie e lavoratori in difficoltà. E dove siamo all’opposizione ci faremo sentire a gran voce. Per la Lega difendere i confini non è un reato, è un dovere”.
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All’alzata di scudi della Lega in Liguria si sono aggiunti anche esponenti del Carroccio in Lombardia: il coordinatore della Lega Lombarda - Salvini Premier Fabrizio Cecchetti, e il coordinatore regionale dei sindaci della Lega Giacomo Ghilardi, sindaco di Cinisello Balsamo, a loro volta, in una nota hanno fatto sapereche i sindaci lombardi della Lega non prenderanno nessuno dei 60 immigrati, sbarcati in questi ultimi giorni in Sicilia, che il Viminale avrebbe destinato alla Lombardia: “La Lombardia è in assoluto la Regione che ha pagato il prezzo più alto al Covid, anche in termini economici, per via delle tante chiusure ripetute - si legge nella nota -. Sul territorio abbiamo tante famiglie in difficoltà, tante famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito, per cui ogni euro disponibile serve per aiutare la nostra gente. Su questo non si discute: prima gli italiani, prima le nostre famiglie”.
Un dato è certo: più aumentano gli sbarchi e più questi migranti dovranno in seguito essere trasferiti altrove. In questa tornata sono 559 i migranti che il Viminale vorrebbe smistare tra le varie regioni italiane, 60 di loro per l’appunto in Lombardia.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità la presenza straniera è maggiormente concentrata nelle Regioni del Centro-Nord (83,1%), e in particolare nel Nord-Ovest (33,8%). La Lombardia fa già la sua parte poiché è la Regione che conta le maggiori presenze in valore assoluto (1 milione e 206mila stranieri residenti, il 22,7% del totale).
© Foto : Eliseo BertolasiOn. Paolo Grimoldi
On. Paolo Grimoldi  - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
On. Paolo Grimoldi
Sulle stesse posizioni dei leghisti liguri e lombardi anche l’onorevole della Lega Paolo Grimoldi, presidente della Delegazione italiana OSCE, che interpellato da Sputnik Italia ha affermato:
— Riteniamo che l’accoglienza di immigrati clandestini sia sbagliata alla radice e quindi noi faremo di tutto per impedire che anche un solo centesimo dei soldi delle tasse pagati dai cittadini, invece che alla nostra gente (aiuti agli studenti, ai portatoti di handicap e a tutte le fasce deboli), vada agli immigrati clandestini. La Spagna in questi giorni schiera l’esercito per rimandarli indietro, non si capisce perché noi dobbiamo accoglierli e soprattutto mantenerli a spese nostre. O l’immigrazione clandestina è una cosa normale ed entrare in un Paese senza documenti diventa la normalità, e tutti diventiamo cittadini del mondo senza frontiere né dogane, dove tutti possono fare ciò che vogliono, oppure ci sono delle regole, dei parametri di sicurezza da rispettare e soprattutto ci sono fasce sociali da tutelare in termini di priorità a livello economico. Visto che non ce n’è per tutti, per quanto ci riguarda la priorità sono i cittadini lombardi e italiani.

Presenza di cittadini stranieri in Lombardia

La Lombardia fa già la sua parte, di fatto, è la regione italiana con la maggior presenza di stranieri. Fino a che punto potrà continuare a reggere questo carico?
— Non può più, perché ne abbiamo già presi troppi e non va più speso nemmeno un centesimo per l’immigrazione clandestina. Dobbiamo fare come fanno gli altri Paesi dell’Europa che non prendono immigrati clandestini.
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Se, come prevedibile, anche in base alla bella stagione, gli sbarchi aumenteranno, la questione ricollocamenti non tenderà a cronicizzarsi e a diventare una faccenda spinosa sempre più evidente nell’agenda politica nazionale e delle singole Regioni?
— Assolutamente si! Anche in questo caso: o si risolve la questione alla radice e si applicano le leggi e le regole, oppure saremo sempre un paese “barzelletta” che mette una pezza che è peggiore della falla. La falla è “prendere gli immigrati clandestini”, la pezza è “manteniamoli”. È ovvio che tutto questo ci porta ad un cortocircuito di carattere politico che diventa insostenibile. Appoggiamo questo governo, ma abbiamo deciso che i nostri amministratori locali faranno le barricate e faranno di tutto per evitare che fondi destinati al sociale e alle fasce deboli vadano agli immigrati invece che agli italiani.

Risorse limitate

— Per il ministro dell’Economia Daniele Franco il rilancio dell’Italia post pandemia da Covid non può prescindere dall’accoglienza di un numero sempre maggiore di immigrati. Sorge tuttavia una domanda semplice e logica che sicuramente tanti italiani si pongono: l’Italia ha risorse economiche limitate, tra l’altro il Paese è particolarmente provato dalle politiche intraprese per arginare la pandemia, l’Istat parla di un milione di persone in più in povertà assoluta, con un incremento soprattutto al Nord. Con pragmatismo al di là dalle ideologie, fino a quando l’Italia potrà sostenere l’impatto di questi costatanti e sempre più intensi flussi di migranti?
— Se gli immigrati clandestini fossero questa grande ricchezza, come dice il ministro, non si capisce perché il resto del mondo non faccia la corsa per andare in Africa per portarsi carovane di immigrati a casa propria, ma li lasci tutti all’Italia.
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— C’è un punto oltre il quale l’Italia potrebbe collassare?
— È ovvio che se continuiamo a prendere immigrati clandestini salterà il sistema sociale. Non ci saranno sufficienti risorse per il welfare, la sanità, la previdenza.. Penso alle case popolari, alle cure mediche.. Più immigrati clandestini prendiamo e meno risorse ci saranno per gli italiani, quindi prima o poi collasserà il sistema. Mi spiace che questo tocchi soprattutto al welfare, dove una delle sue colonne portanti è proprio la sanità. Dalle vicissitudini del Covid avremmo dovuto imparare qualcosa!
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