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Migranti all'assalto di Ceuta, Madrid schiera la Guardia Civil

© Sputnik . Burcu Okutan / Vai alla galleria fotograficaRifugiati siriani sulla frontiera tra Turchia e Grecia
Rifugiati siriani sulla frontiera tra Turchia e Grecia - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
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Continua la crisi migratoria nell'enclave spagnolo di Ceuta, dove oltre 8.000 persone sono giunte nella giornata di ieri, tra cui anche adolescenti, donne e bambini.
Per far fronte all'emergenza migranti a Ceuta, il governo di Madrid è stato costretto a schierare l'esercito per l'impossibilità della città, che conta appena 85.000 abitanti, di gestire un quantitativo così ingente di migranti, oltre 8000, giunti ieri passando dal Marocco.
Circa 200 tra poliziotti e agenti della Guardia Civil sono stati inviati sul posto per mantenere l'ordine, mentre viene segnalato che già oltre la metà dei clandestini, giunti illegalmente passando dal Marocco, sono già stati rimandati indietro.
"È una grave crisi per la Spagna e per l'Europa", ha dichiarato il premier Pedro Sánchez prima di volare personalmente a Ceuta per una visita d'urgenza insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, assicurando che il Paese avrebbe agito "con fermezza di fronte a qualsiasi sfida e circostanza".

Una ritorsione del Marocco?

Nelle scorse ore ha cominciato a farsi sempre più strada l'ipotesi secondo la quale l'arrivo di un così significativo numero di migranti a Ceuta sarebbe stato favorito dal Marocco, che avrebbe allentato i pattugliamenti al confine spagnolo.
Tale mossa sarebbe stata attuata da Rabat per ritorsione contro la scelta di Madrid di acconsentire al ricovero in un ospedale iberico di Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, il movimento per l'indipendenza del Sahara Occidentale considerato nemico dal Marocco.

La risposta dell'Ue

A questo proposito, Bruxelles ha già fatto sapere, per voce del vice presidente della Commissione europea Margaritis Schinas, che l'Ue "non si lascerà intimidire da nessuno" sulla questione dei migranti, proprio in riferimento alla presunta ritorsione da parte di Rabat.
"L'Europa non sarà vittima di tattiche", ha aggiunto il funzionario.
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