Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

L’esercito segreto del ‘Deep State’: Almeno 60 mila i ‘soldati ombra’ secondo gli stessi americani

© Foto : PixabayEsercito di cloni - immagine metaforica
Esercito di cloni - immagine metaforica - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
Seguici su
Esiste un intero esercito segreto creato dal Pentagono che opera in copertura in tutto il mondo e che è fuori dal controllo delle stesse istituzioni degli Stati Uniti? Potrebbe sembrare propaganda o tesi complottiste da social se non fossero loro stessi ad ammetterlo: il programma si chiama ‘Riduzione delle Firme’ ed è segreto… ma non è un segreto.
I più critici lo hanno sempre temuto, i più ‘complottisti’ lo hanno sempre esplicitamente detto: esiste sempre uno Stato nello Stato, un esercito nell’esercito, una verità parallela all’interno di quella apparente.
Solo che stavolta non si tratta di propaganda anti americana o post sui social, è il Newsweek a pubblicare una lunga e corposa indagine giornalistica per rilevare con argomenti, dati e testimonianze, le stesse cose che, ad intuito, molti avevano già sospettato.
“La più grande forza sotto copertura che il mondo abbia mai conosciuto è quella creata dal Pentagono negli ultimi dieci anni. Circa 60.000 persone ora appartengono a questo esercito segreto, molte delle quali lavorano sotto identità mascherate e di basso profilo. Il tutto parte di un ampio programma chiamato ‘riduzione delle firme’ (‘signature reduction’). La forza, più di dieci volte la dimensione degli elementi clandestini della CIA, svolge incarichi nazionali ed esteri, sia in divisa militare che sotto copertura civile, nella vita reale e online, a volte nascondendosi in aziende private e società di consulenza”.
Queste le testuali parole con le quali si apre il rapporto del Newsweek, settimanale edito non in una nazione concorrente degli Stati Uniti ma a New York dal 1933, con 100 milioni di lettori al mese.
Il resto del lungo articolo è un susseguirsi non di illazioni ma di dati, testimonianze e il risultato un’indagine durata ben due anni che ha coinvolto l'esame di centinaia di curriculum, offerte di lavoro, decine di interviste ed è stato supportato da dozzine di richieste del Freedom of Information Act, cioè quel diritto concesso ai giornalisti e studiosi a partire dal 1966 con la ‘legge sulla libertà di informazione’, di avere accesso agli archivi della "National Archives and Records Administration", a molti documenti riservati e coperti da segreto di Stato, di carattere storico o di attualità.

La ‘riduzione delle firme’

Il risultato dell’approfondita ricerca è che esiste un programma, chiamato ‘signature reduction’- ‘riduzione delle firme’ in italiano, cui attività sarebbe segreta, ma non è un segreto per nessuno che esista. Sia il Dipartimento delle Difesa che il Pentagono hanno candidamente ammesso alla rivista newyorkese l’esistenza di tale programma, pur rimanendo riluttanti nel spiegarne i dettagli.
Il materiale raccolto è stato comunque sufficiente alla rivista per concludere che:
Esistono circa 130 aziende private che amministrano un intero mondo clandestino
Dozzine di organizzazioni governative sono coinvolte
Nessuno conosce le dimensioni totali del programma ma si calcola che i ‘soldati ombra’ siano almeno 60mila
Il Congresso non ha mai tenuto un’audizione sull’argomento
L’esercito ombra costituisce una gigantesca forza clandestina capace di sfidare e mettere a rischio non solo la Convenzione di Ginevra, il codice di condotta militare e le responsabilità di base, ma anche le stesse leggi degli Stati Uniti nonché la trasparenza e la democrazia del Paese.
Il sistema di copertura è in grado di creare contratti segreti, documenti completamente falsi, doppie, triple personalità, renderle coerenti e credibili associando a queste indirizzi falsi ma reali e verificabili, conti correnti, carte di credito, pagamento bollette, passaporti, patenti di guida, documenti fiscali, tessere associative, assicurazioni, ma anche profili social falsi, con falsi amici, falsi post, false caselle di posta elettronica, false mail, falsi incartamenti, false discussioni chat, nonché procurare travestimenti tali da cambiare persino i dati biometrici, creare impronte digitali false e fornire dispositivi di spionaggio del più alto livello tecnologico.
Queste ‘forze occulte’ verrebbero impiegate non solo in operazioni speciali oltre la linea – Pakistan, Africa, Iran, Corea del Nord, ma praticamente in ogni angolo del mondo nonché anche in patria e nel mondo virtuale del web. Questi due ultimi aspetti sono quelli che sembrano maggiormente inquietare il giornale americano.

Credibilità, compatibilità, realismo, supportabilità, verità e conformità

E’ un alto funzionario recentemente in pensione, la cui identità per ovvi motivi il Newsweek non rivela, a spiegare quali siano i sei principi guida cui si attestano le agenzie per la ‘riduzione delle firme’ nel momento in cui creano le identità segrete. Credibilità, compatibilità, realismo, supportabilità, verità e conformità.
Per chi ha visto la serie Breaking Bad è Ed, l’uomo del negozio di aspirapolveri a spiegare bene in concetto.

Pericoli per gli stessi Stati Uniti

Ed è proprio la finzione cinematografica a spiegare bene uno dei pericoli, ma non il solo.
Cosa può impedire a chi ha il potere di creare identità false di usare tale capacità per finalità tutt’altro che ‘al servizio del cittadino’ nel momento in cui non esiste alcun controllo, anzi, il sistema della ‘riduzione delle firme’ è creato proprio per ingannare la stessa FBI, le autorità fiscali ed è spesso ignoto alla stessa politica?
Altri aspetti di pericolo, che appaiono abbastanza intuibili per gli stessi americani, potremmo così riassumerli:
Se per creare identità doppie o triple servono tutti i documenti di copertura, dalle carte di credito alle patenti, persino ai profili social, allora serviranno per forza anche doppie e triple schede elettorali.
Se neppure la politica controlla tutto ciò, allora è ufficializzato che esiste un ‘Deep State’ con tanto di propria ‘Deep Army’. Questo significa che allora non è del tutto un mito quando si scrive che Democratici o Repubblicani poco conta, tanto a comandare sul serio negli Stati Uniti non sono i presidenti.
Ora che lo sanno, come faranno gli americani ad essere sicuri che, per esempio, una manifestazione pacifica non possa venire deviata appositamente da degli ‘insider’ addestrati per farla degenerare in maniera violenta e farla così fallire?
Come si farà a non sospettare ora che qualsiasi cosa possa non essere del tutto ‘genuina’ in un mondo infestato da operatori ‘ombra’?

Pericoli per gli altri

I pericoli per gli altri sono ben noti. Molti che si occupano di geopolitica è una vita che non fanno altro che ripetere che tutte le recenti ‘rivoluzioni colorate’ non siano state altro che manipolate da interventi esterni. Sui social è il mantra principale, al quale finora si è sempre replicato con l’accusa di ‘complottismo’. Ma con un miliardo di dollari di investimento all’anno per 60mila uomini almeno, che neppure sono la CIA, agenti per lo meno ufficiali, ma che lavorano ancora più nell’ombra e non si capisce neppure da chi realmente prendano gli ordini, la parola ‘complottismo’ cambia oramai di significato.
Complottismo oramai è ritenere che non esista affatto alcun complotto.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала