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Il parroco di Gaza a Sputnik: "La situazione è drammatica, intorno a noi c'è solo distruzione"

© Padre Gabriel RomanelliPadre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza
Padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
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Padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa cattolica della Sacra Famiglia di Gaza, a Sputnik Italia: "Qui continuano a morire decine di bambini, chiediamo che cessino subito i bombardamenti".
“Le principali vittime di questa guerra sono i civili, uomini, donne e soprattutto bambini, che si domandano quale sia la loro colpa, se non quella di essere nati a Gaza”. Padre Gabriel Romanelli, missionario dell’Istituto del Verbo Incarnato, è il parroco della Sacra Famiglia, l’unica chiesa cattolica della Striscia, nel quartiere orientale di al-Zaytun, a Gaza City. Argentino di nascita, da quattordici anni padre Gabriel presta servizio in Medio Oriente.
Al telefono con Sputnik Italia parla di una situazione drammatica e di una tregua attesa con ansia, che però stenta ad arrivare. Ogni tanto fa una pausa e resta in silenzio per qualche secondo. “Scusi, forse è stato un razzo”, aggiunge subito dopo. Da oltre una settimana qui la quotidianità è di nuovo scandita dai bombardamenti che colpiscono indiscriminatamente tra obiettivi civili e militari.
Com’è la situazione in questo momento?
Drammatica. I razzi continuano a cadere portandosi via non soltanto le abitazioni, le strutture e le infrastrutture già deboli di questa città, ma soprattutto le vite di molte persone. Nell’ultimo bollettino (quello del 18 maggio, ndr) si parla di almeno 212 morti tra cui 35 donne, che si contano a parte perché non combattono, e 61 bambini. La maggior parte dei morti da entrambe le parti, insomma, sono civili. Qui in parrocchia finora siamo al sicuro e per questo stiamo accogliendo famiglie cristiane che hanno perso tutto.
© Padre Gabriel Romanelli Padre Gabriel Romanelli dell'Istituto del Verbo Incarnato
Padre Gabriel Romanelli dell'Istituto del Verbo Incarnato - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
Padre Gabriel Romanelli dell'Istituto del Verbo Incarnato
Che differenze ci sono con la campagna militare del luglio del 2014?
Quella fu un’escalation durata settimane, con molte vittime. Ma non possiamo ancora affermare se questa durerà altrettanto a lungo. Di sicuro oggi gli scontri sono più violenti perché le armi sono più evolute e più distruttive e alcuni quartieri che nel 2014 erano stati risparmiati ora vengono colpiti. Sono i quartieri più benestanti, dove abita la comunità cristiana. Parlo, ad esempio, del palazzo che ospitava la stampa internazionale. Oggi sono uscito a fare un sopralluogo al convento e alla scuola delle suore del Rosario, che nei giorni scorsi hanno subìto dei danni in seguito ad un bombardamento nel quartiere dove si trovano, ed intorno a me ho visto solo distruzione.
© Foto : Padre Gabriel Romanelli Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi
Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi
Non avete paura a vivere sotto tiro?
Personalmente no. Noi religiosi non abbiamo paura. Forse più tristezza, quando pensiamo che tutto questo porterà ad un risentimento ancora maggiore da parte della popolazione, da una parte e dall’altra. A sostenerci è sicuramente la fede. Quando cadono i razzi ormai non ci nascondiamo nemmeno più. Sappiamo che questi edifici non sono incrollabili, non abbiamo paura di morire. Certo la popolazione sì, ha paura, soprattutto per i propri figli. L’altro giorno ho sentito la storia di un uomo musulmano che vive in un campo di rifugiati sul mare. Un uomo molto povero che ha perso la casa dopo un bombardamento. Ha cominciato a nominare ad uno ad uno i suoi otto figli morti nel conflitto. Di uno di loro, di 12 anni, non c’è ancora traccia. Questo ci deve far riflettere. Quando parliamo di guerre o di attentati con leggerezza dobbiamo capire cosa significa una bomba che cade su una casa familiare.
© Foto : Padre Gabriel Romanelli Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi
Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi
A Gaza i cristiani sono un migliaio di persone, come stanno vivendo questo conflitto?
Già prima dell’inizio di questa nuova escalation qui a Gaza si viveva come in una gabbia. Le persone si sentono in prigione. La maggior parte della popolazione è gente comune, che non vuole fare del male a nessuno. Non si possono rinchiudere due milioni di persone per pretendere di colpire Hamas. Qual è la colpa di un bambino nato nell’era della guerra tra Hamas e lo Stato d’Israele? Qual è il suo peccato? Quello di essere nato qui? Per questo deve vivere da 13 anni sotto embargo? Da parte nostra cerchiamo di essere vicini alla comunità cristiana con il sostegno spirituale, esistenziale e materiale. Cerchiamo di sentire le famiglie ed essere in contatto con loro al telefono o di persona, ascoltiamo le loro storie, li sentiamo piangere, a volte scherzare su questa situazione, chiediamo loro di cosa hanno bisogno. Qui stiamo già preparando il dopoguerra, la ricostruzione, per evitare che ci siano troppi traumi.
© Padre Gabriel Romanelli Una suora dopo un bombardamento a Gaza
Una suora dopo un bombardamento a Gaza - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
Una suora dopo un bombardamento a Gaza
Sono tanti gli appelli per una tregua, crede che possa arrivare a breve?
Speriamo che le persone che occupano i posti di responsabilità facciano tacere le armi. Il problema israelo-palestinese non si risolverà da un giorno all’altro, è vero, ma una tregua è essenziale. I segni per ora sono molto negativi: c’è chi parla di giorni, chi di settimane. Ma ogni minuto che passa qui ci sono nuove vittime. Il problema è che non c'è la volontà di trovare una soluzione. Tutti ripetono è così, è sempre stato così. Ma questo non è vero. Sono in tanti qui a volere la pace. Dio ci aiuta ma la soluzione è nelle mani degli esseri umani. La stessa persona che preme un bottone per far partire un missile può scegliere di alzare le mani e non farlo. Le nostre parole possono uccidere o salvare delle vite, il nostro silenzio può uccidere o salvare delle vite. Questo è il momento del dialogo, di lavorare perché si calmino le acque e perché ci sia finalmente una tregua.
© Foto : Padre Gabriel Romanelli Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi
Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
Una situazione drammatica a Gaza dopo una nuova escalation di violenza tra israeliani e palestinesi
Qual è il vostro appello alla comunità internazionale?
Che cessino i bombardamenti. La pace è possibile. E poi di non essere lasciati soli nei mesi che verranno, quando si dovrà ricostruire dalle macerie del conflitto.
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