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Di Maio: “Condanniamo il lancio di razzi di Hamas. La priorità resta fermare il conflitto”

© AFP 2021 / Tiziana FabiLuigi Di Maio, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Luigi Di Maio, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Sputnik Italia, 1920, 19.05.2021
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Per il ministro degli Esteri è cruciale fermare le annessioni da parte di Israele e tornare al tavolo di trattativa. Sulla Libia, l’Italia si muove per un accordo sulle zone di pesca per evitare nuovi incidenti.
La condanna dell’Italia sul lancio di razzi da parte di Hamas resta ferma, ma più di tutto, oggi, la priorità in Medio Oriente è quella di fermare il conflitto, di impedire nuove annessioni e sfratti, e di tornare al tavolo di trattativa per una soluzione che possa portare la pace tra israeliani e palestinesi.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso delle due informative alla Camera prima e poi al Senato, in cui ha dedicato ampio spazio anche alla Libia e agli episodi che hanno coinvolto i pescatori italiani.
“Il lancio indiscriminato di razzi è inaccettabile e ingiustificabile, a prescindere dalle circostanze", ha detto Di Maio aggiungendo che l’Italia riconosce “il diritto di Israele di proteggere la propria popolazione civile” ma con una “risposta che deve essere proporzionata all'attacco subito e nel pieno rispetto del diritto umanitario internazionale".
Bisogna "fermare immediatamente il conflitto", ha detto poi Di Maio spronando le parti a tornare alle trattative.

Il Quartetto e il ruolo di Italia e Spagna

Sul fronte dei negoziati, Di Maio ha ricordato i “tentativi di mediazione” che sono stati “tempestivamente messi in campo da parte del Quartetto”.
Per questo l’Italia e la Spagna sono concordi nel lavorare insieme per riportare al “centro dell’agenda internazionale il processo di pace”, caldeggiando la soluzione a due stati “l’unica via per una stabilizzazione duratura”.
Di Maio ha aggiunto che “l’iniziativa congiunta con Madrid” ha l’obiettivo di progredire sulla modalità di impegno dell’Ue per “fare in modo che l’Unione giochi appieno il suo ruolo” con una posizione comune.
Per Italia e Spagna è fondamentale usare un approccio “pragmatico”, ha aggiunto il ministro degli Esteri in cui “bisogna preservare la soluzione a due stati scongiurando ulteriori annessioni, demolizioni e sfratti, azioni contrarie al diritto internazionale”.
Di Maio ha poi aggiunto che per poter tornare al tavolo negoziale un altro passo essenziale è quello delle elezioni palestinesi: “Il rinvio delle elezioni dopo 15 anni ha spinto la popolazione a mobilitarsi e ha fatto perdere un’enorme credibilità al popolo palestinese”.

La Libia e i pescherecci: serve un accordo

Il ministro degli Esteri è poi passato a parlare della situazione nel Mediterraneo dove “la più urgente delle priorità” è quella legata alla Libia.
I progressi raggiunti negli ultimi anni “non devono farci abbassare guardia”, ha detto Di Maio ricordando i prossimi passi tra cui le elezioni, l’attuazione piena del cessate il fuoco e il ritiro dei mercenari. L’Italia sarà al fianco di Tripoli e il primo ministro libico Abdel Hamid Dbeibah arriverà in Italia il prossimo 31 maggio per fortificare questo rapporto.
Il ministro è passato poi a parlare dell’ultimo incidente che ha coinvolto i pescatori di Mazara del Vallo.
“Consideriamo inaccettabile che le unità della Guardia costiera libica abbiano sparato contro un’imbarcazione italiana”, ha detto Di Maio.
E poi ha ricordato quanto avvenuto il 6 maggio, quando la Guardia Costiera libica ha sparato contro un peschereccio italiano, e in cui sono state evitate conseguenze peggiori grazie all’intervento della Marina e dell’ambasciata italiana.
Il ministro ha sottolineato che la zona “è molto pericolosa” e dal 20 maggio 2019 è stata definita dal governo italiano “ad alto rischio per tutte le navi battenti bandiera italiana”.
Il capo della diplomazia italiana ha ricordato che nel 2005 la Libia ha decretato nella zona un’area esclusiva di pesca e l’Italia adesso non vuole lanciare una sfida a Tripoli esponendo i pescherecci a rischio ma intende avviare “tutti i processi per negoziare un accordo con la controparte” per consentire la pesca: “La Farnesina continuerà a sconsigliare l’accesso a quelle acque fino a quando non avremo raggiunto un accordo all’altezza delle aspettative”.
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